Il Colonnello Gdf Pecorari: “Se la famiglia di Presutti lo vorrà, saremo in divisa ai funerali. Il maresciallo è e sarà per sempre uno dei nostri”

La morte del maresciallo Beniamino Presutti è una tragedia che ha scosso profondamente la Guardia di Finanza. Il comandante provinciale di Viterbo, Andrea Pecorari, ha assicurato che tutti i familiari riceveranno il massimo sostegno da parte dell’organizzazione. Pecorari ha spiegato “Avevamo avuto un incontro informale qualche giorno prima del grave avvenimento, ma non lo conoscevo. Così come ho potuto conoscere i suoi cari solo dopo la tragedia”.

La lettera del Maresciallo Presutti

Lo scrivente Presutti Beniamino, nato a Perugia il 20/04/1972 residente in Vitorchiano (VT) via Bachelet nr. 19 e domiciliato in Pistoia via Foresi nr. 210 – Maresciallo Aiutante della Guardia di Finanza in servizio presso la Sala Operativa del Comando Provinciale di Pistoia, scrive la presente mail alcuni minuti prima del proprio decesso al fine di far conoscere le cause che lo hanno portato a prendere questa decisione.

Preciso che questo mio gesto è legato esclusivamente alle vicende lavorative in quanto non ho problematiche fisiche, familiari ed economiche.

Se sono arrivato a questo punto è perché nella Guardia di Finanza c’è una tensione altissima. La gerarchia vuole che agli occhi dell’opinione pubblica l’immagine del Corpo appaia perfetta, senza interessarsi minimamente del personale.

Nel mio caso, sono stato impiegato per più di 25 anni in una sala operativa, prendendo una specializzazione (ESI – Esperto per la sicurezza delle informazioni) e diverse qualifiche necessarie per poter operare in settori di servizio specifici ed ora, dopo aver ottenuto il trasferimento a Viterbo, (DOPO QUASI 29 ANNI DI SERVIZIO E INNUMEREVOLI DOMANDE PRESENTATE) sono stato destinato ad un settore di servizio completamente diverso, che non ho mai fatto, nonostante ci siano uffici,  (sala operativa e sezione operazioni) alla stessa sede, in cui è previsto l’impiego di personale con la mia specializzazione (E’ VERO CHE ALCUNI DI ESSI SONO AL COMPLETO COME NUMERO DI MILITARI MA NON TUTTI HANNO LA SPECIALIZZAZIONE PER POTERVI OPERAREE PERTANTO SONO “ABUSIVI”).

Preciso che per i settori di servizio che dovrà affrontare ho ricevuto delle nozioni risalenti al periodo del corso di formazione frequentato da ottobre 1993 a luglio 1995.

Questo nuovo impiego, a cui sarà destinato, ha suscitato in me una forte tensione emotiva dovuta anche allo stress che ho accumulato nel corso degli anni di servizio poiché, sono stato impiegato anche in turni di 12/18 ore continuative o senza rispettare l’intervallo tra un turno e l’altro che deve essere di 11 ore (INVECE MOLTE VOLTE NELLA STESSA GIORNATA HO FATTO 8/14 E POI 20/08 OPPURE 20/08 E POI 14/20).

Infine, chiedo ai miei cugini Stefano e Marco, di consegnare questa mail ai miei genitori.

Ai miei funerali NON VOGLIO che ci sia la rappresentanza della Guardia di Finanza ma solo gli amici, in abiti civili, che ho conosciuto nel corso degli anni travagliati che ho trascorso nel Corpo.           

La presenza della Guardia di Finanza al funerale del Maresciallo Presutti

“Già dagli istanti immediatamente successivi alla tragedia, come Corpo ci siamo messi totalmente a disposizione della famiglia – spiega il Colonnello Pecorari in una nota di Tusciaweb – C’è una speciale aliquota di personale che è formata proprio per offrire assistenza psicologica ai famigliari. E già nella prima mattinata di domenica, insieme ai carabinieri, li abbiamo incontrati, portando la nostra vicinanza”.

La Guardia di Finanza si è impegnata nell’offrire “supporto logistico per andare a recuperare la salma e trasferirla a Viterbo prima delle esequie, nel caso in cui la famiglia lo richieda e lo desideri” prosegue il colonnello. “Presutti nella mail è stato molto chiaro per cui rimettiamo ogni decisione ai suoi cari. Abbiamo, anche in questo caso, dato la nostra completa disponibilità a partecipare. Qualora lo vogliano, noi saremo formalmente presenti in divisa. Altrimenti ci saremo in borghese, a titolo personale. Perché il maresciallo è e sarà per sempre uno dei nostri. Non si cancellano 29 anni di servizio…”. 

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