DIVINA: “LE PENSIONI DEI MILITARI SARANNO DA FAME!”. AUDITO IL GEN. GRAZIANO IN COMMISSIONE DIFESA

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Graziano
nell’audizione di ieri in Commissione Difesa del Senato, ha illustrato il suo
documento che recepisce il Libro Bianco.

Riproponiamo uno stralcio dell’intervento:
“Allo scopo di salvaguardare nel presente e garantire
per il futuro la disponibilità dì uno strumento militare bilanciato lo Stato
maggiore della Difesa intende sviluppare la propria azione di lungo due linee
principali. La prima relativa all’operatività dell’attuale strumento militare.
La seconda, invece, concernente tutti gli interventi e le iniziative da
intraprendere per razionalizzare e modernizzare le Forze armate,
incrementandone il livello di efficienza complessiva, a partire
dall’operatività dello strumento, oggi fortemente carente nel settore
dell’addestramento, del mantenimento di mezzi e sistemi e delle scorte. 
Le Forze armate impiegano, ad oggi,
più di 11.000 uomini e donne in attività operative a carattere continuativo. Il
picco massimo di impegno in operazioni fuori dal territorio nazionale si è
avuto nel 2005, con 10.661 uomini e donne in uniforme in 31 missioni.
Rispetto al totale di personale impiegato, ad oggi circa 7400 militari sono
impiegati sul territorio nazionale nell’operazione “Strade sicure”
(nell’ambito della quale opera l’aliquota di personale che contribuisce alla
sicurezza di EXPO) e, più recentemente, nell’area del Mediterraneo centrale,
dove opera un dispositivo aero-navale nell’ambito dell’operazione “Mare
Sicuro”. I rimanenti sono schierati nei vari teatri operativi all’estero,
nei quali l’Italia fornisce un contributo fondamentale a molteplici operazioni
in ambito sotto l’egida delle Nazioni Unite, della NATO e dell’Unione europea.
Saranno rivisti quindi gli attuali criteri relativi
all’arruolamento ed al trattenimento in servizio del personale di ogni ordine e
grado e saranno proposti degli interventi volti a bilanciare la percentuale di
personale in servizio permanente, ad oggi preponderante (88 per cento), e a
tempo determinato (12 per cento), anche attraverso misure di accompagnamento ed
esodo agevolato. Saranno altresì individuate e proposte nuove misure che
possano sia facilitare il reinserimento nel mondo del lavoro dei militari al
termine del servizio prestato nelle Forze armate sia interrompere il
progressivo invecchiamento del personale (l’età media generale del personale
militare in servizio permanente si attesta ad oggi a 41 anni, ed è destinata ad
aumentare nel prossimo futuro fino a raggiungere nel 2030 i 44 anni)
Un ulteriore aspetto di particolare rilevanza è poi
rappresentato dalla contrazione dei gradi più alti e dalla revisione dello
sviluppo delle carriere e della leadership. In tale ambito, la
Difesa ha già operato misure di stringente rigore ed è in atto una riduzione
pari al 30 per cento dei generali e del 20 per cento dei rimanenti gradi
dirigenziali (colonnelli), come previsto dalla Spending Review e
dalla legge n. 244 del 2012. Inoltre, lo snellimento dei comandi degli Stati
maggiori porterà una nuova articolazione per gradi e ruoli che, di fatto,
agevolerà la prevista diminuzione del numero totale dei dirigenti, che,
peraltro, saranno valutati per l’avanzamento da una Commissione interforze.”
Il senatore Divina (Lega Nord), Vice Presidente della
Commissione Difesa, al termine dell’intervento del Gen. Graziano, replica:
“La vigenza, dal 1995, del sistema contributivo,
rischierebbe infatti di lasciare molti degli interessati con un trattamento
previdenziale eccessivamente basso. Critica poi il blocco contrattuale, in essere dal 2009: in qualità
di legislatori occorrerebbe effettuare un serio esame di coscienza dal momento
che al personale della Difesa è stato richiesto un maggiore impegno ma,
contemporaneamente, sono state ridotte le risorse. Solleva poi la questione di
garantire un’effettiva partecipazione delle donne alle Forze armate, rendendo
più agevole la cura dei figli e i ricongiungimenti familiari, dal momento che,
al riguardo, sembrano riscontrarsi difficoltà. In sintesi, evidenzia come, ove
si sostenga l’utilità delle Forze armate, queste debbano disporre di dotazioni
e mezzi adeguati. Circa la situazione in Medio Oriente, domanda come
sia possibile che, di fronte a un’organizzazione militare, come quella
dell’ISIS che ha occupato ampie porzioni di territorio siriano e iracheno ma
che tuttavia si caratterizza per una relativa povertà di mezzi, gli eserciti
dei paesi della coalizione non vengano investiti del compito di intervenire
attivamente sul terreno, dacché con le dotazioni di cui dispongono potrebbero
ottenere una rapida e facile vittoria.”
Al termine della seduta abbiamo chiesto un commento
al Senatore Divina, in merito al proprio intervento posto in Commissione
Difesa.
“Ho sottolineato che se si vuole abbassare l’età
media dei militari per aumentarne l’efficienza li si deve prepensionare, ma con
contratti e stipendi bloccati da anni le pensioni saranno da fame. Ho
notato sempre più spesso le difficoltà di poter seguire e curare i figli soprattutto
con l’entrata delle donne nelle Forze Armate e con il proliferare dei matrimoni
tra militari.

Ho ricordato così che molti dei nostri militari non
riescono ad ottenere i ricongiungimenti. Bisogna abbandonare il perbenismo e
dire come stanno le cose: se si vuole una Difesa efficiente la si deve
attrezzare efficientemente! Mezzi adeguati e dotazioni all’altezza. Come
servono navigli moderni servono velivoli adatti alle nuove esigenze. La saga
sugli F35 deve finire. Abbiamo velivoli con più di 40 anni che non garantiscono
nemmeno la sicurezza dei nostri piloti. Infine ho chiesto perché tutti i paesi
occidentali stanno a guardare ciò che accade in Iraq e Siria col rischio che si
propaghi il modello Isis, senza programmare un minimo di contrasto allo stato
dei tagliagole.”