I TURCHI HANNO REGALATO A PUTIN IL CONTROLLO DELLO SPAZIO AEREO SIRIANO

(di Franco
Iacch) – Putin è il padrone del cielo siriano con un complessivo raggio di
azione di 500 km. Non si potrebbe definire altrimenti quello che sta avvenendo
in queste ore con l’entrata in servizio presso la base di Hmeymim nei pressi
del Bassel al-Assad International Airport della linea antiaerea S300/S400.
Oltre, ovviamente allo schermo difensivo rappresentato dal Moskva,
a ridosso del porto di Tartus.

Partiamo
proprio dallo schermo difensivo rappresentato dal Moskva che
si estende fino alla zona meridionale della Turchia, sede delle basi utilizzate
dagli USA per i raid in Siria. Lo Stato Maggiore russo ieri è stato
chiaro: ogni minaccia nemica sarà disintegrata. C’è da capire quando una
minaccia, una volta rilevata sui radar, sarà rilevata come tale.
Il Moskva dicevamo,
imponente carrier-killer con i suoi SS-N-12 Sandbox lanciati
a sciami e con 64 missili terra aria S-300 PMU-1/2. Quei 64 missili di ultima
generazione, in grado di abbattere sia caccia che missili balistici fanno del
vettore classe Slava sono un incubo per la coalizione. La più potente nave mai
realizzata dalla Marina sovietica impone alla coalizione di rivedere l’intera
strategia.
Mosca,
almeno in queste ore, sembra essersi chiusa a riccio. La sensazione è che dal
Cremlino non si fidino più di nessuno. Ma la trappola turca (la violazione
dello spazio aereo avviene con regolarità da entrambi gli schieramenti ed erano
all’ordine del giorno durante la guerra fredda), ha dato a Putin il pretesto
per controllare lo spazio aereo siriano.
Il
Moskva conferisce una copertura di 150 km a 360 gradi dal porto di Latakia. A
77 km di distanza si trova la base di Hmeymim. Mosca ha confermato una doppia
linea di difesa. L’S-300 è ritenuto letale contro tutti i caccia di quarta
generazione e, comunque, contro tutti i vettori non dotati di tecnologia stealth.
La versione S-400, invece, è stata progettata proprio per intercettare le
minacce stealth occidentali.
Il
missile 9M82M conosciuto come “Antey-2500”, (nome in codice NATO SA-23 Gladiator  Giant)
è specificatamente progettato per la difesa tattica contro missili balistici a
medio raggio o velivoli nemici. Può seguire fino a 100 bersagli, potendo
ingaggiarne 12/24 ad una distanza di 200 chilometri (124 miglia) e ad altezza
di 27 chilometri (circa 17 miglia). Il SA-23 è ritenuto immune alla maggior
parte delle contromisure ECM occidentali con una tangenza operativa di
trentamila metri. L’Antey, una volta messo in linea, non richiede
manutenzione per almeno dieci anni, mentre le sue testate sono ritenute in
grado di sconfiggere anche i più moderni missili balistici occidentali. E’
guidato da un sistema inerziale con aggiornamento radio a metà percorso, mentre
nella fase terminale si affida ad un radar semi attivo.
Il
problema è che i russi hanno schierato nella base di Hmeymim la versione V4 con
una gittata di 400 km. Per i russi, non esiste velivolo (compresi il B-2,
l’F-22 e l’F-35) in grado di affrontare impunemente un sistema S-400. I sistemi
S-300 (e S-400) rappresentano la punta più alta dei sistemi di difesa terra-aria
russi. Sono progettati per proteggere le aree di importanza strategica. Ogni
batteria può attaccare più di una mezza dozzina di obiettivi simultaneamente.
La
differenza principale rispetto alla precedente generazione SAM strategica, è
che l’S-300 è un sistema mobile. Non solo: gli S-300 sono collegati in rete.
Ciò significa che in un sistema integrato di difesa aerea, gli S-300
rappresentano una sfida impossibile da vincere per tutti i velivoli di quarta
generazione esistenti. F-15, F-16 e F/A-18: avrebbero ben poche speranze di
uscire indenni da un’area protetta dagli S-300.

L’S-400
Triumph (denominazione NATO SA-21 Growler) è un sistema missilistico antiaereo
russo progettato per distruggere tutti gli obiettivi aerospaziali moderni ed
avanzati ad una distanza massima di 400 chilometri (248,5 miglia), una gittata
praticamente doppia al MIM-104 Patriot americano. L’S-400 Triumph,
aggiornamento della serie S-300, è in servizio con le Forze Armate russe
dall’aprile del 2007, con impiego operativo nell’agosto dello stesso anno. Ad
oggi, i russi hanno in linea quattro reggimenti armati con gli S-400 a
protezione dello spazio aereo nazionale nella regione di Mosca, nell’enclave
baltica di Kaliningrad ed il Distretto Militare orientale. Per i russi, non esiste
velivolo (compresi il B-2, l’F-22 e l’F-35) in grado di affrontare impunemente
un sistema S-400.
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