“I carabinieri continuano ad usare Giubbotti Antiproiettile scaduti”. La denuncia del Sindacato dei Militari

Ieri pomeriggio nella puntata “Cittadini in Divisa” trasmessa da Radio Radicale è intervenuto Grazioso Salvatore Cosentino (Segretario Generale Aggiunto del Sindacato dei Militari) sull’audizione del Cocer presso le Commissioni Difesa (riunite) di Camera e Senato svoltasi oggi e sulla sicurezza delle protezioni balistiche (Giubbotto antiproiettile) in dotazione ai Carabinieri che svolgono servizi esterni.

In particolare Grazioso Salvatore Cosentino sulla questione dei giubbotti antiproiettile ha sottolineato: “E’ una questione molto preoccupante. Ancora oggi, nonostante la vicenda che ha coinvolto 4 poliziotti che avevano denunciato in una trasmissione televisiva di indossare giubbotti antiproiettile “scaduti”, i carabinieri continuano ad avere nelle loro macchine giubbotti scaduti. I giubbotti – sottolinea Cosentino – hanno una scadenza di 5 anni dalla data di fabbricazione ma occorrerebbe ogni 2 anni una verifica per il mantenimento dei requisiti di protezione balistica originaria. C’è stata una fornitura nel 2008 ed una successiva nel 2016 ma quest’ultima è di certo insufficiente a ricoprire il fabbisogno di tutta l’Arma.

Ogni dirigente dell’Arma ha il dovere di ispezionare periodicamente l’armamento e spero siano rispettati gli anzidetti tempi di verifica. Le fibre si deteriorano anche a causa degli agenti atmosferici esterni ed hanno una scadenza, magari il tessuto esterno è integro ma all’interno la fibra può essere deteriorata. Tenerlo in auto a 40° sotto il sole sicuramente ne comporta il deterioramento delle caratteristiche originarie.

Lanciamo quindi un messaggio – concludono la conversazione Comellini e Cosentino – al Comandante Generale Giovanni Nistri, di Sicurezza Reale e non Apparente, nell’interesse dei militari.   

Di seguito riportiamo l’intervento dell’on. Luigi di Maio che nel 2016, all’opposizione, sul caso dei giubbotti scaduti su Facebook scrisse:

 

Luigi Di Maio non fu l’unico politico ad occuparsi della vicenda, anche lo stesso Ministro Salvini (vicino a Tonelli del Sap ed ai poliziotti sospesi) prese posizione affichè fossero garanti i giusti strumenti alle forze di polizia.