Giuramento solenne a Bergamo: 69 cadetti della Guardia di Finanza dicono “Lo giuro” in Piazza della Cittadella
Di Col. (ris.) della Guardia di Finanza
Dott. Sergio De Santis
IL GIURAMENTO SOLENNE
Nella mattinata di sabato 9 maggio, i 69 cadetti del 125° Corso “Trieste IV” del comparto ordinario, ed i loro colleghi del 24° Corso “Cassiopea II” del comparto aeronavale, hanno pronunciato il fatidico: “LO GIURO!” davanti a genitori commossi, fidanzati e fidanzate emozionatissimi, amici giunti da tutta Italia, oltre naturalmente alla presenza delle autorità civili e militari, su tutte il Ministro dell’Economia e delle Finanze, On. Giancarlo Giorgetti.
Il nome “Trieste”, del 125° corso, ricorda il valoroso e largo contributo offerto dai finanzieri dell’allora Legione Giulia alla liberazione della città sul finire del secondo conflitto mondiale, mentre il nome “Cassiopea”, del 24° corso, trae spunto da una delle costellazioni più caratteristiche e riconoscibili del cielo settentrionale, ed è una figura mitologica famosa per la sua vanità.
Il 2026 è peraltro una data davvero importante per l’Istituto di alta formazione del Corpo, che infatti festeggia quest’anno i 130 anni dalla fondazione, avvenuta nel 1896 con il Regio Decreto che istituì presso la Reggia di Caserta la “Scuola speciale per sottufficiali”, nucleo originario dell’attuale Accademia della Guardia di Finanza.
Rispetto agli anni precedenti, il Corpo è tornato in mezzo ed in contatto diretto con la città, non più infatti la Piazza d’Armi all’interno del comprensorio, con i suoi viali alberati e le sue palazzine neoclassiche di inizio del ‘900, ma la soleggiata e bellissima Piazza della Cittadella, già Cittadella Viscontea, storicamente piazza fortificata ed oggi ricco antipasto culturale delle ulteriori bellezze di Città Alta per i turisti che vengono a visitare Bergamo.
LA CERIMONIA E GLI INTERVENTI DELLE AUTORIA’
Dopo il giuramento, c’è stato lo sfilamento del Reggimento di formazione che, al ritmo cadenzato delle marce militari suonate dalla prestigiosa Banda Musicale del Corpo, ha salutato i tantissimi presenti sul palco d’onore ed assiepati lungo i porticati della stessa Piazza.
Nel mezzo delle fasi prettamente militari, vi sono state le allocuzioni dei vertici della Guardia di Finanza e del Ministro Giorgetti.
Il Comandante dell’Accademia, Gen. D. Cosimo Di Gesù, ha sottolineato il legame: “profondo e solido, direi ormai indissolubile” tra la città di Bergamo e l’Accademia, richiamando altresì il valore dell’etica, della disciplina e della formazione continua, indispensabile per affrontare i cambiamenti repentini, non solo della società, ma anche dell’illegalità.
Il Comandante Generale del Corpo, Gen. C.A. Andrea De Gennaro, oltre a ringraziare anch’egli la città orobica, che: “accoglie con calore la nostra Accademia offrendo ai nostri frequentatori e al personale dell’Istituto condizioni ideali per curare al meglio ogni aspetto della formazione della futura classe dirigente della Guardia di Finanza”, ha rimarcato la missione sociale del Corpo, che: “mira a prevenire e contrastare ogni forma di abuso, dall’evasione fiscale alla concorrenza sleale, dagli illeciti del lavoro e del risparmio all’impiego scorretto delle risorse pubbliche, da episodi che minano la sicurezza dei cittadini, alla criminalità organizzata”.
Infine, ha preso la parola il Ministro dell’Economia e Finanze, On. Giancarlo Giorgetti, che ha sottolineato le grandi trasformazioni economiche e politiche del ‘900, richiamando la necessità di affrontare questa complicata fase storica con consapevolezza e capacità di interpretazione.
Il Ministro ha portato quali esempi: “le dinamiche osservate durante la grande depressione del 1929, o dopo la Seconda Guerra Mondiale, così come quelle seguite allo shock petrolifero del 1973, alla crisi finanziaria del 2008 o dei debiti sovrani del 2010. La storia economica – ha proseguito Giorgetti – ci mostra anche chiaramente come cambia nel tempo il peso e l’influenza delle potenze; dall’egemonia britannica dell’Ottocento a quella statunitense nel secondo dopo-guerra, fino all’ascesa dei nuovi attori globali dei nostri giorni. Comprendere questi passaggi aiuta a leggere le tensioni attuali non come anomalie, ma come parte di un processo di riequilibrio globale.”
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