EUROPA BOCCIA LEGGE DI STABILITA’. A RISCHIO LE MISURE PROMESSE DA RENZI PER IL PUBBLICO IMPIEGO?

L’Unione Europea boccia i piani dell’Italia. E’ attesa per oggi la lettera di rimprovero in cui si spiegano le ragioni della ramanzina europea.

Il deficit al 2,3% è fuori dalle regole del Patto di Stabilità, che anzi prevedevano una riduzione. L’Italia, come è noto, ha chiesto uno 0,4% di flessibilità in più per far fronte alle emergenze terremoto e migranti. Nel mirino di Bruxelles, anche una serie di coperture, garantite da misure definite “una tantum”, quindi poco adatte a risolvere nodi strutturali. Nessuna preoccupazione da parte del governo, Renzi si limita a dire che le missive di Bruxelles rappresentano un «dialogo fisiologico». Più duro il commento del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan: «L’Europa deve scegliere da che parte stare. Può accettare il fatto che il nostro deficit passi dal 2 al 2,3% del Pil per far fronte all’emergenza terremoto e a quella dei migranti. Oppure scegliere la strada ungherese, quella che ai migranti oppone i muri, e che va rigettata. Ma così sarebbe l’inizio della fine».

Di contro l’Unione Europea pur riconoscendo il problema migranti non giustifica l’aumento del deficit a causa di questo fronte calcolato dalla Legge di Stabilità 2017.

Insomma un vero e proprio scontro. Renzi nelle slides aveva promesso sgravi, aumenti, pensioni anticipate e risorse alle imprese. Ora se l’Europa continua il braccio di ferro, il Premier sarà costretto ad un taglio che si aggira intorno ai 5 miliardii di euro. Non pochi, visto che “solo” 1,9 sono i miliardi che il Governo avrebbe messo sul piatto per il rinnovo contrattuale del pubblico impiego, per finanziare il riordino delle carriere e bonus 80 euro.

Le preoccupazioni che abbiamo raccontato in anteprima pochi giorni fa, sembrano concretizzarsi….

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