Draghi, dimissioni e crisi di governo, si va verso il voto anticipato: al vaglio le date 18 o 25 settembre

Mario Draghi si è dimesso. Alla Camera poco dopo le 9 ha annunciato: “Mi recherò al Quirinale per comunicare le mie determinazioni”. Un discorso brevissimo per esprimere l’intenzione di recarsi al Colle per rassegnare le dimissioni. Draghi ha sorriso e si è lasciato andare a una battuta: “Qualche volta il cuore dei banchieri centrali viene usato…”, ha detto richiamandosi alla barzelletta già raccontata davanti alla stampa estera qualche giorno fa. Dall’Aula sono arrivati applausi sparsi. Dai ministri, l’unico 5 Stelle a battere le mani è Federico d’Incà, titolare dei rapporti col Parlamento.

L’esecutivo, insomma, è a fine corsa. Al Colle, il Sergio Mattarella ha accolto le dimissioni del premier. Nel pomeriggio il presidente della Repubblica parlerà dopo aver incontrato i presidenti di Camera e Senato. Per il voto anticipato si pensa al 18 o 25 settembre.

Dopo lo strappo di Maria Stella Gelmini, anche Renato Brunetta lascia Forza Italia.

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