Disciplina militare: focus e evoluzione

La disciplina militare è sicuramente un elemento cardine dell’ordinamento militare. Viene definita come l’insieme delle regole di comportamento e di servizio che il militare deve osservare in virtù del proprio stato giuridico e dei compiti che deve svolgere

Le regole di comportamento e di servizio sono progressivamente cambiate nel corso del tempo. La motivazione è da ricercare sia nelle diverse esigenze funzionali proprie dell’ordinamento militare, sia con riguardo al mutamento della sensibilità civile, sociale e politica. Tuttavia alcuni principi fondamentali di tale disciplina non sono mai cambiati. Questo nucleo essenziale costituisce ancora oggi il cardine della moderna disciplina militare che, insieme ai valori e ai principi classici dell’onore, dell’obbedienza e della subordinazione, oggi richiede anche uno spiccato senso di responsabilità, di lealtà istituzionale e di fedeltà democratica. 

L’evoluzione normativa

Il Codice dell’ordinamento militare ha portato a compimento quella sistemazione organica e razionale della materia iniziata con la L. 11 luglio 1978, n. 382. Tale legge, per la prima volta, ha introdotto norme di rango legislativo in materia di:  

  • principi informatori sia delle istituzioni militari che dello stato disciplinare del militare;  
  • diritti dei militari e le limitazioni al loro esercizio;  
  • illecito disciplinare e relative sanzioni;  
  • profili del procedimento disciplinare;  
  • organismi di rappresentanza militare. 

La L. n. 382/1978 prevedeva inoltre l’emanazione di un nuovo regolamento di disciplina militare, che fosse conforme alle vigenti regole di produzione giuridica ed esecutivo dei precetti legislativi. Questo ci spiega la natura e la fonte delle regole della disciplina militare, tradizionalmente legate ai regolamenti di disciplina. 

Il Codice dell’ordinamento militare ha avuto come obiettivo quello di portare a compimento la sistemazione organica della normativa disciplinare. Ecco in sintesi che cosa ha comportato: 

  • ha legificato tutte le norme di rango regolamentare attinenti alle sanzioni disciplinari e alla loro esecuzione, oltre che ai relativi procedimenti amministrativi di accertamento e di irrogazione delle medesime. In questo modo si è reso effettivo il principio di legalità nel settore “punitivo” della disciplina militare;  
  • ha attenuato la dicotomia tra disciplina militare di corpo e disciplina militare di stato, attraverso la razionalizzazione formale delle due discipline. Inoltre ha unificato, dal punto di vista deontologico, il tema dei doveri attinenti al servizio e alla disciplina, costruendo un’unica forma di illecito disciplinare e stabilendo un’identica natura delle sanzioni disciplinari, anche se diversi per effetti giuridici. 
disciplina militare

La disciplina militare nell’art. 1346 c.m. 

L’art. 1346, co. 1 del c.m., stabilisce che la disciplina del militare consiste nell’osservanza consapevole delle norme attinenti allo stato di militare in relazione ai compiti istituzionali delle Forze armate e alle esigenze che ne derivano. La norma non ci dà una nozione di disciplina militare, come invece avveniva per la previgente regolamentazione, ma invece mette al centro il militare. Per quest’ultimo tale disciplina detta un dovere di carattere generale: l’osservanza piena e partecipata delle regole della disciplina militare, al fine dell’esatto e completo adempimento dei compiti istituzionali delle Forze armate, così come delineati nella Costituzione e nella legislazione di riferimento.  

La disciplina militare non è più solo un bene oggettivo che trascende dalle singole volontà, ma un impegno individuale. Ecco che allora il principale dovere di ogni militare è il rispetto della disciplina militare, inteso come insieme di regole di organizzazione del servizio, relazionali e di comportamento individuale. L’adesione – o la mancata adesione – a questo insieme di regole costituisce un elemento principale di valutazione di un militare circa la sua idoneità a svolgere le funzioni in virtù al suo stato giuridico, al grado che riveste e alla capacità di appartenere ad una organizzazione militare. Lo status di militare si caratterizza proprio per una posizione di soggezione, non tanto gerarchica, ma soprattutto giuridica. Una soggezione che comporta una precisa osservanza di un complesso normativo che regola e limita l’uso della forza.  

Lo status di militare condensa la prospettiva soggettiva della disciplina militare. Venir meno ai doveri attinenti a tale status costituisce il sintomo di una inidoneità a svolgere le funzioni istituzionali, per le quali si è assunta quella particolare posizione giuridica nel nostro ordinamento. 

Disciplina militare: elemento di coesione ed efficienza 

L’art. 1346, co. 1, secondo periodo del c.m., afferma che la disciplina militare è regola fondamentale in quanto costituisce il principale fattore di coesione e di efficienza. Vediamo cosa vogliono dire e cosa rappresentano. 

L’efficienza è un principio generale dell’azione amministrativa, ai sensi dell’art. 1 della L. 7 agosto 1990, n. 241, e di diretta derivazione costituzionale. L’efficienza è la capacità di perseguire pienamente i compiti istituzionali con le risorse disponibili.  

La coesione è invece un elemento di organizzazione e racchiude in sé il principio di “unificazione di tutte le volontà” predicato dalla previgente regolamentazione disciplinare. Le Forze armate sono infatti un’organizzazione complessa e articolata. Per questo motivo perseguono costantemente una coesione interna che possa consentire prontamente sia l’azione di comando e direttiva sia l’esecuzione precisa ed esatta di quanto disposto. 

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