DIFESA: GENERALE GRAZIANO SU RIORDINO RUOLI, PRIMO IMPORTANTE PASSO VERSO UN SISTEMA SEMPRE PIÙ DINAMICO

Un provvedimento atteso da molti anni che è stato più volte pensato e predisposto tecnicamente, ma che non ha mai avuto le condizioni per una favorevole conclusione e che – per l’ampiezza degli interventi – non ha precedenti nell’ordinamento militare. Una riforma che credo fortemente possa ottimizzare il funzionamento dello strumento militare valorizzando, nel contempo, la professionalità degli uomini e delle donne con le stellette ai quali molto chiediamo e che molto danno per ogni esigenza del Paese”.

Così il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, audito oggi dalle commissioni Difesa di Camera e Senato sul riordino dei ruoli delle Forze armate. Il riordino dei ruoli è una proposta legislativa a carattere trasversale che riguarda tutti i ruoli del personale militare e contiene interventi su reclutamento, avanzamento, formazione, compiti, responsabilità e, come conseguenza dell’intervento sui ruoli, comprende anche la revisione dei trattamenti economici connessi agli accresciuti compiti e responsabilità.

“Costituisce – come ha sottolineato il Generale Graziano – il primo importante passo per l’evoluzione delle carriere del personale militare in una visione che dovrà perseguire la massima efficienza di un sistema sempre più dinamico agile e moderno”.

“Questo storico e atteso provvedimento – ha sottolineato il Generale Graziano – è stato possibile grazie allo spirito di collaborazione di tutte le Amministrazioni coinvolte che si sono confrontate e hanno trovato il giusto compromesso su temi e problemi che molto spesso avevano origini e sensibilità contrastanti e attraverso un confronto costruttivo con il COCER Interforze che è stato coinvolto a più riprese, cercando di armonizzare le istanze della “base” con le necessità delle amministrazioni.” “Si è trattato di una operazione complessa che è stata realizzata assicurando l’allineamento fra le carriere delle Forze armate e delle Forze di polizia sul piano giuridico, economico e funzionale evitando trattamenti differenziati tra gli operatori della sicurezza nazionale ed internazionale che comprometterebbero l’equilibrio faticosamente raggiunto negli ultimi vent’anni, nell’ambito del comparto Difesa e Sicurezza.” Ha concluso il Capo di Stato Maggiore della Difesa.