Crosetto “puntare sull’aeronautica è indispensabile per garantire la sicurezza del Paese”

Lo sviluppo tecnologico, le sfide dell’attuale scenario geopolitico e le tendenze nell’industria della difesa sono stati al centro del dibattito della prima giornata di lavori della Aerospace Power Conference, la convention internazionale promossa a Roma dall’Aeronautica militare. L’evento ha l’obiettivo di fare il punto sullo stato dell’arte e gli sviluppi futuri di tutto il settore aerospaziale in occasione del centenario della costituzione dell’Aeronautica militare, e ha visto la partecipazione anche di rappresentanti del mondo dell’industria, sia italiana che internazionale. Aprendo i lavori, il capo di Stato maggiore dell’Aeronautica Militare, Luca Goretti ha evidenziato come sia necessario “riconfigurare la dimensione” dello spazio aereo sotto il punto di vista tecnologico e degli strumenti d’arma. “Dobbiamo anche ridare forma al tempo”, ha proseguito Goretti, identificando il tempo come “elemento chiave” per le forze aeree. Le sinergie sono altrettanto importanti, e “la cooperazione fra alleati è fondamentale” per raggiungere questi obiettivi. “Questo processo richiede tempo, ma è un ‘lusso’ rispetto alla velocità con cui assistiamo a cambiamenti” sul piano geopolitico, ha proseguito il capo di Stato maggiore. Anche l’integrazione delle forze armate è un elemento critico nel contesto attuale e per l’Italia è fondamentale ragionare sullo sviluppo di una sesta generazione di velivoli, ha rilevato Goretti. Le alleanze industriali a livello internazionali sono importanti ma si intersecano con il tema dell’indipendenza strategica e autonomia tecnologica, ha aggiunto.

Sul tema del rapporto con i partner e gli alleati si è soffermato il capo di Stato maggiore della Difesa, Giuseppe Cavo Dragone, osservando come la crisi in Ucraina abbia dimostrato l’importanza del nostro approccio comune nella Nato. La dipendenza della società futura dalla dimensione aerospaziale comporta nuove sfide per la sicurezza nazionale, ha proseguito l’ammiraglio, affermando che “non possiamo essere ciechi di fronte alla realtà di uno spazio sempre più conteso e competitivo”. “Il tema centrale è la velocità, non solo di azione ma anche di adattamento”, ha sottolineato Cavo Dragone. “Bisognerà puntare su sistemi aperti” a uso duale “fin dalla fase di progettazione”, grazie allo scambio tra settore civile e militare. “Dobbiamo sfruttare appieno la politica industriale della difesa”, ha detto ancora Cavo Dragone, perché “la salvaguardia delle priorità strategiche richiede sforzi sempre maggiori ma è nel nostro interesse, oltre che nostro dovere, procedere in questa direzione”. “La nostra credibilità e capacità di difesa spaziale definiscono il campo di battaglia su cui si gioca la partita per la pace e la stabilità”, ha aggiunto l’ammiraglio, ribadendo il ruolo e le competenze dell’Italia “in questo settore strategico”.

Per il ministro della Difesa, Guido Crosetto, puntare sull’aeronautica è indispensabile per garantire la sicurezza del Paese, che è “la base perché ci siano democrazia e pace”. “L’impatto che ha l’aeronautica sullo sviluppo di alcune tecnologie è fondamentale per mantenere un sistema Paese, sia da un punto di vista industriale che di ricerca e studio, all’avanguardia” a livello internazionale. Per queste ragioni, la difesa italiana “sta investendo in tecnologie che una volta realizzate avranno chiaramente un rapporto duale”. Si tratta di “un investimento in un settore in cui siamo leader mondiali” da quando è nata l’aeronautica, dal momento che “siamo uno dei Paesi che ha la più lunga e gloriosa storia nel settore”. “Ormai l’aeronautica significa anche spazio, si è allargato il dominio di cui si deve occupare e questo implica quindi ulteriore ricerca tecnologica”, ha aggiunto il ministro. In questa prospettiva, lo spazio riveste oggi e rivestirà in futuro un’importanza enormemente superiore rispetto a quella che rivestiva 10 anni fa. Crosetto ha precisato che “non esiste futuro per l’Italia se non esiste futuro per Europa, Africa e Oriente”. “Solo creando momenti di comunione possiamo provare a rendere migliore il mondo in questa epoca che ci è data da vivere”, ha concluso il ministro. All’evento ha partecipato anche la vicesegretaria di Stato Usa alla Difesa per la ricerca ingegneristica, Heidy Shyu, evidenziando la grande collaborazione tra il nostro Paese e gli Stati Uniti, passata e futura. Nell’attuale contesto geopolitico, ha spiegato Shyu, è necessario affrontare le dinamiche emergenti di questa era di competizione strategica. In questa prospettiva, Stati Uniti e Italia stanno lavorando per favorire il libero accesso allo spazio per scopi pacifici e funzionari del dipartimento della Difesa Usa e del dicastero della Difesa italiano hanno già avuto un confronto in materia. “Mettendo insieme le nostre capacità e risorse possiamo trovare risposte a sfide comuni che ci troviamo ad affrontare”, ha detto Shyu.

Nel pomeriggio sono intervenuti ai vari panel della conferenza i rappresentanti del mondo dell’industria. Lorenzo Mariani, Executive Group Director of Sales and Business Development e Mbda Group & Managing Director per Mbda Italia, ha osservato come i Paesi europei devono lavorare con urgenza per superare i limiti che devono fronteggiare le singole nazioni nel contesto dello sviluppo tecnologico. “Una sola nazione non può riuscire a sviluppare nei tempi necessari” i sistemi complessi richiesti dalla realtà geopolitica, ha osservato Mariani. Sul tema della sovranità, Mariani ha spiegato che essa non dovrebbe essere la ragione per cui “non istituiamo programmi di collaborazione”. “L’industria, soprattutto le grandi aziende, possono dare delle soluzioni compatibili con la politica oppure possono creare ostacoli, e io ovviamente sono a favore della prima opzione”, ha proseguito. “Penso sia possibile fare di più anche a livello di cooperazione transatlantica, purchè adottiamo l’approccio giusto, prendendo in considerazione lo sviluppo di partenariati”, ha detto ancora Mariani. Per Ted Colbert, presidente e amministratore delegato di Boeing Defense, Space & Security, è importante portare avanti la cooperazione transatlantica “anche più di prima” eliminando le barriere per migliorare la velocità di sviluppo di tecnologie di riferimento. Cruciale è l’ambito della digitalizzazione, ha evidenziato ancora Colbert.

In termini di sviluppo tecnologico è intervenuto anche Franco Ongaro, Chief Technology and Innovation Officer di Leonardo, secondo cui esiste una grande distanza tra “lo sviluppo di un’idea che funziona e l’industralizzazione di quell’idea”, perché produrre su scala è davvero l’elemento “sfidante”. Anche la dimensione spaziale è stata al centro del dibattito. Domitilla Benigni, Chief Executive Officer e Chief Operating Officer di Elettronica, ha osservato come lo spazio sia diventato un dominio fondamentale anche sotto l’aspetto della sicurezza. Nell’ambito della minaccia cyber, bisogna proteggere tutto quello che riguarda i sistemi in ambito spaziale, vulnerabili per attacchi tradizionali da parte nemica ma anche per gli attacchi informatici, ha osservato. Per rendere resilienti tali sistemi, “dobbiamo concentrarci sul dominio elettromagnetico del cyberspazio”, con una maggiore collaborazione con altre aziende, ha aggiunto Benigni.

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