Sindacati Militari

Contratto Difesa e Sicurezza, USMIA Carabinieri dice no: “Un euro al giorno non restituisce dignità a chi serve lo Stato”

Il sindacato respinge l’ipotesi di rinnovo: “Condizioni insufficienti”

USMIA Carabinieri ritiene che, allo stato attuale, non vi siano le condizioni per procedere alla sottoscrizione del rinnovo contrattuale del Comparto Difesa e Sicurezza. La posizione del sindacato è netta e arriva alla vigilia dell’incontro presso la Funzione pubblica, dove sarà ribadita la contrarietà a un accordo giudicato economicamente inadeguato.

Al centro della contestazione c’è l’entità degli aumenti previsti, che secondo USMIA si tradurrebbero, nei fatti, in poco più di un euro al giorno. Una cifra considerata insufficiente rispetto ai sacrifici sostenuti dal personale in uniforme, alla perdita del potere d’acquisto e all’aumento progressivo di carichi di lavoro, rischi e responsabilità.

“No grazie”: la denuncia sul valore reale degli aumenti

Il sindacato sottolinea come, dopo anni segnati da inflazione crescente, tagli e difficoltà economiche, al personale venga proposto un rinnovo che non sarebbe in grado di restituire una reale dignità economica.

Per USMIA Carabinieri, l’aumento ipotizzato non rispecchia il valore del servizio svolto quotidianamente da donne e uomini che garantiscono la difesa e la sicurezza del Paese, spesso operando in condizioni complesse, con vincoli specifici e responsabilità particolarmente gravose.

La critica non riguarda soltanto l’aspetto retributivo, ma anche l’assenza di misure ritenute concrete sulla valorizzazione professionale, sulla tutela previdenziale e sul riconoscimento effettivo della specificità militare.

Carenze organiche e maggiori responsabilità sul personale in servizio

Nel documento diffuso da USMIA viene richiamata anche la situazione dell’Arma dei Carabinieri, che soffrirebbe di una carenza organica di circa 10.000 unità. Un vuoto che, secondo il sindacato, finisce inevitabilmente per scaricare ulteriori carichi sul personale già in servizio.

L’aumento delle esigenze operative, dei turni, degli impieghi sul territorio nazionale e internazionale e delle responsabilità connesse alle funzioni svolte rende, secondo USMIA, ancora più evidente lo squilibrio tra ciò che viene chiesto al personale e ciò che viene riconosciuto in sede contrattuale.

La specificità militare non può restare solo un principio

USMIA Carabinieri contesta un’impostazione che, a suo giudizio, continua a trattare la specificità militare come una semplice enunciazione di principio, senza tradurla in strumenti concreti e risorse adeguate.

Il sindacato pone in particolare l’accento sulla necessità di destinare fondi specifici alla previdenza dedicata, tema considerato non più rinviabile per garantire un futuro pensionistico dignitoso soprattutto ai giovani militari.

“È ora di dare valore alla specificità del personale militare, destinando risorse adeguate alla previdenza dedicata. Una misura non più differibile per garantire un futuro pensionistico dignitoso ai giovani militari, che attende risposte concrete da oltre 30 anni”, afferma USMIA Carabinieri.

Caforio: “La gratitudine non si misura con le parole”

Dura la posizione del Segretario Generale Carmine Caforio, che richiama il Governo a scelte considerate più coerenti con il ruolo svolto dal personale in uniforme.

“Il Governo non può continuare a ringraziare il personale in uniforme nelle cerimonie istituzionali e, al tempo stesso, dimenticarlo quando si tratta di destinare risorse adeguate nella contrattazione”, ha dichiarato Caforio.

Il Segretario Generale ha poi aggiunto: “La gratitudine verso chi serve lo Stato non si misura con le parole, ma con gli investimenti e con scelte politiche coerenti”.

Attesa per la prossima Legge di Bilancio

Secondo USMIA Carabinieri, la discussione sul rinnovo contrattuale non può prescindere dalla prossima Legge di Bilancio, nella quale l’Esecutivo sarà chiamato a dimostrare concretamente la volontà di riconoscere la peculiarità del servizio prestato dalle donne e dagli uomini delle Forze Armate e delle Forze di Polizia.

Il sindacato chiede stanziamenti aggiuntivi e specificamente destinati al Comparto Difesa e Sicurezza, ritenendo che solo attraverso risorse nuove e mirate si possa arrivare a un contratto realmente adeguato.

“Senza risorse aggiuntive, no alla firma”

La posizione finale di USMIA Carabinieri resta dunque contraria alla sottoscrizione del contratto nelle condizioni attuali. Caforio chiude con un appello diretto al Governo, confermando la linea che sarà portata al tavolo della Funzione pubblica.

“Senza risorse aggiuntive, senza impegni chiari e senza un reale riconoscimento della specificità del personale in uniforme, la nostra posizione non può che essere netta: no alla sottoscrizione del contratto! Una posizione che domani, durante l’incontro presso la Funzione pubblica, verrà fermamente ribadita”, conclude il Segretario Generale Carmine Caforio.

Vuoi vedere più notizie di Infodifesa su Google?

G Aggiungi Infodifesa
come fonte preferita su Google

🎥 Segui InfoDifesa anche su YouTube!

Approfondimenti, notizie, interviste esclusive e analisi sul mondo della difesa, delle forze armate e della sicurezza: iscriviti al canale ufficiale di InfoDifesa per non perdere nessun aggiornamento.

🔔 ISCRIVITI ORA

Unisciti alla community di InfoDifesa: oltre 30.000 utenti già ci seguono!

📲 Unisciti al canale WhatsApp di Infodifesa!

Vuoi ricevere aggiornamenti, notizie esclusive e approfondimenti direttamente sul tuo smartphone? Iscriviti ora al nostro canale ufficiale WhatsApp!

✅ Iscriviti su WhatsApp

Senza spam. Solo ciò che ti interessa davvero.