COMANDANTE DI STAZIONE NON SAPEVA DEGLI ABUSI SESSUALI COMMESSI DAL VICE, ASSOLTO DEFINITIVAMENTE

(di Davide Gervasi) – Si è concluso in maniera definitiva l’incubo dell‘ex comandante dei carabinieri di Parabiago, Giuseppe Sansone(ora in pensione) accusato di aver tenuto una condotta omissiva sugli abusi sessuali perpetrati dal 2004 al 2011 dal suo vice Massimo Gatto, condannato a maggio dello scorso anno dalla Corte di Cassazione a 15 anni e tre mesi di detenzione. Essendo infatti scaduti in questi giorni i termini per un eventuale ricorso in appello, la sentenza di primo grado di completa innocenza a carico di Sansone è ora definitiva.

Circa un anno fa infatti l’autorità giudiziaria della quinta sezione del Tribunale penale di Milano lo aveva ritenuto non colpevole di tutti i capi di imputazione, ma era possibile ancora che venisse richiesto per lui un processo di appello. Il pubblico ministero però non ha ritenuto ci fossero i presupposti per un ricorso, ritenendo quindi di fatto corretta la sentenza di primo grado con formula piena. Epilogo felice, insomma, per Sansone, definito da sempre in città “carabiniere irreprensibile, pacato, sempre sorridente e di rara generosità e altruismo, tanto da essere soprannominato“il gigante buono”.

Tutte doti caratteriali di alto profilo, queste, che arricchivano quelle umane e militari che l’Arma e i parabiaghesi gli hanno sempre riconosciuto. Inizialmente, secondo l’accusa “Sansone non poteva non sapere delle malefatte del suo sottoposto e avrebbe dovuto informare immediatamente i suoi superiori al Comando di Legnano”. Ma durante il processo di primo grado, è stato invece dimostrato (anche attraverso la testimonianza di alcune donne e dei carabinieri che erano in servizio a Parabiago negli anni di riferimento) che Sansone non sapeva di quelle violenze che Gatto commetteva nella caserma di viale Europa e con addosso la divisa, usata e disonorata per costringere donne arrestate, o solo in cerca di un aiuto, a subire palpeggiamenti in silenzio. Verdetto definitivo di innocenza, quindi, per Sansone mentre l’ex maresciallo Gatto sta scontando nel carcere di Bollate la sua pena per aver abusato sessualmente di dieci donne, tra le quali prostitute e ladre. (il Giorno)

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