Cina contro India, il confine conteso. Nessun colpo sparato, ma un lungo corpo a corpo: pietre, pugni e mazze ferrate

Perché sparare quando si vuole creare un caso di confine? Si può farlo anche se, per evitare incidenti, i soldati cinesi e quelli indiani che controllano l’incerta frontiera himalayana tra i due Paesi sono disarmati. Infatti, nella notte tra il 15 e il 16 giugno sono entrate in funzione le mazze chiodate, quelle avvolte di filo spinato, e i sassi.

immagini satellitari da Planet Labs, Inc. che mostrano due gruppi di edifici e camion nell’area della valle di Galwan.

Nessun colpo sparato, ma un corpo a corpo andato avanti per ore, su terreni ripidi e frastagliati, i soldati dei due fronti a colpi di pietre e pugni. E i morti, una ventina, sono deceduti perche’ precipitati o scivolati dalla cresta himalayana.

Tradizione pluri-decennale in quella regione vuole i militari si fronteggino senza armi da fuoco nel tentativo di scongiurare un’escalation tra le due potenze nucleari: i due schieramenti si sono affrontati con calci, pugni, pietre e bastoni. Muore chi cade e precipita nel vuoto

Una guerra di posizione
Secondo una fonte militare indiana citata dalla Cnn, la sanguinosa contesa a Galwan è nata da una struttura cinese allestita domenica notte; le truppe indiane l’hanno demolita, provocando la sera dopo la reazione delle truppe rivali. La Cina da parte sua obietta la costruzione di una strada da parte dell’India su una porzione di territorio che considera propria.

Una guerra di posizione
Fiamme e proteste
In tutta l’India si è assistito a rivolte popolari con incendi e devastazioni. Molte immagini del leader cinese, Xi Jinping, sono state date alle fiamme e molti cori anti-Pechino si sono alzati in diversi centri del Paese, nonostante le restrizioni dovute alla diffusione del Covid-19.

La morte del colonnello Babu
Durante lo scontro corpo a corpo, un comandante indiano è stato spinto giù nella gola, e questo ha provocato l’arrivo di rinforzi da un avamposto a due miglia di distanza; alla fine circa 600 uomini hanno combattuto per sei ore con mezzi di fortuna, ormai nell’oscurità. Tra i morti anche il colonnello Santosh Babu, qui onorato da parenti, conoscenti e cittadini

I dissidi tra Pechino e New Delhi nascono dalla “Line of Actual Control” (Lac), la linea tracciata come confine dopo il conflitto del 1962, con diverse aree contestate dalle due parti. La Lac è stata oggetto di un accordo del 1993 (e di altri due, nel 1996 e nel 2013, che l’India ritiene violati dall’atteggiamento aggressivo della Cina) nel quale i due Paesi rinunciavano all’uso della forza per risolvere le dispute territoriali. Tutti tentativi che si sono dimostrati fragili e vani.  (AGI)

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