“Chiunque ha fatto una denuncia sa che poliziotti e carabinieri scrivono ancora con un dito”. L’indignazione di Unarma

Ieri lunedì 2 maggio, il direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino è stato ospite della trasmissione televisiva di Milo Infante “Ore 14“. In merito ad un suo intervento abbiamo ricevuto una lettera da parte del sindacato Unarma ASC, che riportiamo di seguito.

Egregio Direttore

Mi presento, sono il Dott. Vincenzo Pio Follo, segretario nazionale e responsabile del “Dipartimento Giovani” di UNARMA ASC, uno dei più grandi sindacati dedicati all’Arma dei Carabinieri, nonché Maresciallo dei Carabinieri con incarico di comandante di Stazione.

Ieri pomeriggio, durante la pausa pranzo, mi sono imbattuto nella trasmissione di Milo Infante “Ore 14” mentre si interloquiva in merito alla tragedia che ha coinvolto la povera Alice Scagni, nello specifico la mia attenzione, come tra l’altro quella di tutti i colleghi che ho l’onore di rappresentare, è ricaduta sul suo intervento poco elegante, per non definirlo diversamente, che in questa sede le voglio rimembrare trascrivendolo integralmente, (o meglio ci provo perché a digitare con un dito alla volta non è facile e mi ci vuole tempo e fatica dopo una giornata intera a scrivere rapporti insensati ai magistrati):

Sul tavolo del magistrato arriva il rapporto, il magistrato si muove su una notitia criminis, questi rapporti arrivano dai carabinieri o dalla polizia, bene, voi pensate che un carabiniere o un poliziotto, abbiano la cultura sufficiente per ben interpretare una vicenda come questa e ben trascriverla su un foglio di carta e mandarla al magistrato il quale possa poi decidere sulla base di un quadro articolato e complesso? Assolutamente no! Chiunque ha fatto una denuncia sa che i poliziotti e i carabinieri…scrivono ancora con un dito…Se scrivono sopra un rapporto che: il Signore recavasi sotto casa e schiacciavasi campanello, il magistrato pensa che questa è una stronzata e la butta via…ecc.”

Sono davvero rammaricato di dover perder tempo con lei mentre tutta l’Italia è rimasta sconvolta dal dolore che sta provando la famiglia Scagni, alla quale va tutta la solidarietà della nostra Associazione Sindacale, tuttavia ho dovuto per forza di cose cogliere l’invito di migliaia di Carabinieri che si sono sentiti offesi dalle sue dichiarazioni.

Nella giornata della libertà di informazione, è inconcepibile che un giornalista, disprezzi una delle sue fonti principali di aggiornamento informativo, in quanto glielo ricordo che le principali notizie di cronaca vengono divulgate dagli uffici stampa delle forze di polizia. Il suo pensiero non contribuisce affatto alla salvaguardia della libertà di informazione che si regge proprio sulla reciprocità dei rapporti con le forze dell’ordine, ma questo a lei può darsi che non importa, dato che sul suo sito internet vi sono più inserzioni pubblicitarie e immobiliari che notizie.

Mi permetta di consigliarle di aggiornarsi un po’ sul nostro mondo, lei è rimasto ai tempi di “Pane Amore e Fantasia”, oggi un Maresciallo dei Carabinieri, a seguito di un corso di formazione triennale, consegue una laurea in Scienze Giuridiche e durante la sua carriera viene sottoposto a svariati corsi di aggiornamento, specie su argomenti delicati come quelli inerenti la violenza di genere, per non parlare del percorso formativo al quale viene sottoposta la classe dirigente.

Non aggiungo altro, non ne vale la pena e poi il dito inizia a farmi male.

Nel porgerle cordiali saluti, resto in attesa che si scusi pubblicamente con tutte le donne e uomini in uniforme che ogni giorno sono in prima linea al servizio del cittadino.”

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