Chiede la restituzione dell’addebito della pistola sparita in caserma e poi ritrovata. Il Comando “non ha fornito prova che sia rientrata nella sua disponibilità”

Vi abbiamo già raccontato il primo episodio del “mistero della pistola scomparsa” nella caserma dei carabinieri di Udine e poi ritrovata nei condotti di areazione. Il brigadiere, ora in congedo, che la custodiva nel cassetto della scrivania venne sottoposto a due indagini e altrettanti procedimenti disciplinari poi archiviati.

La sparizione dell’arma viene denunciata il 14 aprile 2014. Era nel cassetto della scrivania chiuso a chiave, quest’ultima nascosta alla base del computer, in modo che il personale addetto alle pulizie non potesse trovarla. Il Brigadiere fu indagato per l’ipotesi di omessa custodia dalla Procura di Udine. Fascicolo che il Gip archiviò su richiesta dello stessa Pm, il eguale evidenziò che la scrivania era in caserma, un luogo presidiato.

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A Verona la Procura militare indagò per furto militare. Anche in questo caso il magistrato archiviò. Seguirono due procedimenti disciplinari. Adesso il brigadiere Sanson chiede nuove indagini, contesta gli accertamenti eseguiti nell’immediatezza per far luce sulla misteriosa sparizione dell’arma e nell’esposto suggerisce anche alcune piste investigative alla Procura. Ha sempre tentato di dimostrare che la pistola d’ordinanza non l’aveva smarrita, ma che gli era stata rubata.

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Ma ora veniamo al secondo episodio di questa vicenda surreale come definita dall’avvocato Piergiorgio Bertoli che difende il carabiniere. Sanson ha infatti ha chiesto all’Arma dei carabinieri la restituzione dei 244 euro pagati per acquistare una nuova pistola. A questo proposito il Comando Legione Friuli Venezia Giulia ha risposto a Sanson di non procedere, per ora, alla restituzione del denaro perché Sanson non avrebbe fornito prova che la pistola sia rientrata nella sua disponibilità. Inoltre si precisa che, visto che la pistola è sottoposta a vincolo da parte dell’autorità giudiziaria ancora non è nella disponibilità dell’Amministrazione Difesa. Soltanto quando il Comando Arma tornerà in possesso della pistola valuterà se procedere o meno al rimborso.

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