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Cavo Dragone lancia l’allarme: “Forze Armate al limite”. Minardo: “Subito una riserva militare per rafforzare la difesa dell’Italia”

Di fronte ad uno scenario globale caratterizzato da crescenti minacce alla sicurezza, emerge in modo evidente la necessità di rafforzare la capacità difensiva del nostro Paese. È quanto sottolineato recentemente dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, nel corso di un’audizione parlamentare. La posizione di Dragone trova sostegno anche nelle parole del Presidente della Commissione Difesa della Camera, Nino Minardo, che concorda sulla condizione di “assoluto sottodimensionamento” delle Forze Armate italiane. “Ha ragione il Capo di Stato Maggiore della Difesa quando dice che le nostre Forze Armate sono assolutamente sottodimensionate. Tuttavia sono convinto che la risposta non sia la reintroduzione della leva militare ma la costruzione di una consistente riserva militare” lo dice il Presidente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati Nino Minardo.

“In molti paesi Nato è stata reintrodotta la coscrizione – sottolinea il Presidente della Commissione Difesa  – mentre in altri il dibattito sul servizio militare si è riaperto, personalmente sono convinto che si debbano  esplorare nuovi modelli di difesa che integrino eserciti professionali con capacità di riserva, investendo sia nelle tecnologie avanzate che nella capacità di mobilitare rapidamente forze di massa. Non andrebbe trascurato anche un ragionamento sui limiti di età per l’accesso alle Forze Armate da rivedere tenendo conto dei loro ruoli, delle esigenze e delle differenze”.

Per Minardo  “l’introduzione di una di una Riserva militare ben addestrata e pronta all’impiego rappresenterebbe un passo importante verso una maggiore capacità di risposta e resilienza delle forze armate italiane”.

Le preoccupazioni di Dragone e Minardo riflettono l’urgenza di irrobustire la capacità difensiva dell’Italia in uno scenario internazionale sempre più complesso, caratterizzato dal conflitto in Ucraina e dall’esigenza di rafforzare il fianco est della NATO. Le posizioni dei due esponenti istituzionali, pur nelle differenze, delineano la necessità di un ammodernamento della nostra struttura militare per far fronte alle sfide del presente e del futuro.

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