CARABINIERI, DIVENTA UN CASO L’ENCOMIO SOLENNE AL MARESCIALLO ADDETTO STAMPA

(di Luca Fazzo)
– Il linguaggio è quello che in genere si
riserva per celebrare militari che hanno messo a repentaglio la vita in guerra
o nella vita civile, ma stavolta l’effetto è irresistibilmente comico.

Perché a venire premiato con l’«encomio solenne» non è un carabiniere che
ha affrontato dei malviventi armi in pugno, ma un maresciallo in servizio
all’ufficio stampa del comando generale. Incarico delicato, indubbiamente, ma a
distanza di sicurezza dalla dura vita di chi pattuglia sulle Gazzelle le
periferie delle metropoli o di chi indaga su terrorismo e malavita. Ed è ben
vero che a volte avere a che fare con i giornalisti richiede più determinazione
che inseguire un bandito, però il premio concesso al sottufficiale sta
ugualmente sollevando critiche e ironie. Specialmente da quando ad avanzare i
primi dubbi è stato Angelo Jannone, già colonnello del Ros, uno che per la
lotta al crimine si è esposto in prima persona.
Si legge nel testo del provvedimento: «Senza deflettere dagli ordinari e
gravosi impegni del proprio incarico, con altissimo senso del dovere, convinta
abnegazione e elevata competenza, forniva determinante e qualificato apporto
alle attività finalizzate a conferire risalto mediatico, su tutto il territorio
nazionale e per l’intero anno 2014, alle molteplici e complesse iniziative
connesse con la particolare ricorrenza, collaborando altresì alla realizzazione
a cura di emittenti radiotelevisive e tastate giornalistiche nazionali di
specifici programmi di approfondimento incentrati sulla storia, le tradizioni e
le funzioni dell’istituzione, che registravano elevati livelli di ascolto e di
diffusione».

Una medaglia al merito dello share. «Che vergogna, colonnello – è uno dei
commenti piovuti sulla pagina Facebook di Jannone – io due buchi alla gamba
destra in un conflitto a fuoco… Manco un apprezzamento!». E c’è chi usa
l’arma dell’ironia: «Manca qualcosa, l’aggiungo io: “fulgido esempio di elette
virtù militari, immolava la sua esistenza consumando una penna bic fino
all’ultima goccia“!»

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