Carabiniere condannato a otto mesi per le lesioni a un sedicenne in caserma
Un carabiniere è stato condannato a otto mesi di reclusione, con pena sospesa, perché ritenuto responsabile di lesioni nei confronti di un ragazzo di 16 anni. L’episodio contestato risale al giugno 2021 e sarebbe avvenuto all’interno di una caserma in Umbria.
La decisione è arrivata al termine del processo con rito abbreviato condizionato, celebrato a Perugia davanti al giudice per l’udienza preliminare Angela Avila. Oltre alla condanna, il giudice ha disposto il pagamento di una provvisionale di risarcimento pari a 3 mila euro, oltre alle spese processuali.
Una vicenda giudiziaria complessa
Il procedimento ha avuto un percorso particolarmente articolato. In un primo momento la vicenda aveva portato all’iscrizione nel registro degli indagati di quattro militari. Sul fascicolo erano poi arrivate due richieste di archiviazione: la prima da parte della Procura ordinaria, la seconda dalla Procura generale, che aveva avocato il procedimento.
Il gip Valerio D’Andria, attraverso un’imputazione coatta, aveva però disposto che uno dei militari finisse a processo. L’imputato, un carabiniere di 54 anni originario di Cassino, ha sempre sostenuto la correttezza del proprio operato.
La richiesta dell’accusa
Nel corso della requisitoria, il sostituto procuratore generale Luca Semeraro aveva chiesto la condanna a otto mesi di reclusione. La richiesta è stata accolta dal giudice, che ha riconosciuto la responsabilità dell’imputato nei limiti della pena indicata.
La parte civile, rappresentata dall’avvocata Donatella Donati, aveva chiesto un risarcimento di 25 mila euro. Il giudice ha invece disposto una provvisionale immediatamente esecutiva di 3 mila euro.
Le accuse contestate al militare
Secondo quanto riportato nel capo di imputazione, il carabiniere avrebbe agito con violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione e per motivi futili, ai danni di un minorenne.
Al ragazzo sarebbero state provocate lesioni personali giudicate guaribili in sei giorni. In particolare, dopo essere stato condotto negli uffici della caserma, il giovane sarebbe stato colpito con schiaffi al volto, una gomitata al fianco destro e un pugno sotto l’occhio sinistro.
Gli accertamenti sanitari effettuati al pronto soccorso dell’Azienda Usl Umbria 1, ospedale Media Valle del Tevere, avevano rilevato un’ecchimosi all’orbita, una all’avambraccio sinistro e dolore persistente all’emicostato.
La difesa annuncia appello
La difesa del carabiniere, rappresentata dall’avvocato Delfo Berretti, aveva chiesto l’assoluzione perché, secondo la propria ricostruzione, “il fatto non sussiste”.
Dopo la sentenza, il legale ha annunciato la volontà di impugnare la decisione. «Prendiamo atto della sentenza – ha dichiarato – anche se gli elementi oggettivi emersi nel corso del processo andavano tutti nel verso dell’assoluzione. Aspettiamo di leggere le motivazioni e faremo sicuramente appello perché le risultanze medico-legali e le prove testimoniali sono tutte molto chiare e depongono per l’estraneità dei fatti contestati al carabiniere».
La posizione della parte civile
Di segno opposto la reazione della parte civile, che ha parlato di un percorso giudiziario difficile ma concluso con il riconoscimento delle proprie ragioni.
«Il percorso è stato decisamente accidentato ma alla fine la verità ha prevalso su tutto», ha dichiarato l’avvocata Donatella Donati.
Pena sospesa e risarcimento provvisionale
La condanna a otto mesi di reclusione è stata disposta con pena sospesa. Il carabiniere dovrà inoltre versare una provvisionale di 3 mila euro in favore della parte civile, oltre al pagamento delle spese processuali.
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