Benvenuto in plancia di Comando, Ammiraglio!

Unisco le mie personali felicitazioni, Ammiraglio Ispettore Capo Nicola Carlone, che da pochissime ore è il nuovo Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, alla marea crescente di congratulazioni che Le giungeranno in questi giorni, con l’augurio che questo nuovo incarico sia foriero di soddisfazioni e lustro per Lei e per il prestigioso Corpo ora sotto il suo comando.


Bisogna, però, riconoscere che quello che La attende è un compito arduo, Ammiraglio. Si tratta di assumere la guida di un Corpo di circa 12mila uomini e donne. Palesemente pochi a dire il vero. Ma costantemente impegnati nelle più disparate attività burocratiche d’ufficio e soprattutto mal impiegati nella grande molteplicità dei compiti istituzionali: polizia marittima, ambientale e demaniale, sicurezza della navigazione, controllo della filiera della pesca. E fino alle operazioni Sar. A ben guardare non è un caso che in questi ultimi anni sia sceso ai minimi storici il gradimento dei militari del Corpo verso i propri Vertici.


Gli uomini e le donne della Guardia Costiera, impegnati quotidianamente lungo gli 8mila chilometri di costa si aspettano da Lei una guida esperta. Un leader attento, competente e con una profonda conoscenza delle esigenze del personale. Esigenze che negli ultimi anni non sono state di certo considerate con l’attenzione che meritano.
Quello che il personale auspica sono scelte coraggiose, scelte forti, scelte difficili, magari in controtendenza con le linee di comando tenute dai suoi predecessori. E soprattutto auspica una maggiore stabilità e serenità. Stabilità e serenità che riguardano sia le modalità di impiego del personale sia il futuro del Corpo. E a ben guardare nel corso di questi anni se ne sono sentite tante. Si è parlato di smilitarizzazione, accorpamento ad altri Enti dello Stato. Addirittura qualcuno è arrivato a parlare di smembramento.
La Guardia Costiera è una grande famiglia. E come tale in questo momento più che mai ha bisogno di rassicurazioni. D’altra parte, se il personale è messo nella condizione di lavorare serenamente, ne trovano giovamento in primo luogo la qualità del lavoro svolto. Ma questo Lei lo sa bene.
Buon Vento Ammiraglio!


Cav. Donato Angelini

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