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“Il riordino delle carriere, dopo aver superato lo scoglio più duro con il giudizio favorevole del Consiglio di Stato, attende solo i pareri non vincolanti delle commissioni parlamentari. Dopo l’ampia vittoria di Matteo Renzi alle primarie, considerato che fu proprio Renzi ed il suo governo a volere il riordino tramite la delega 124 del 2015 con in prima linea il Ministro Madia (fedelissima di Renzi), si prevede una auspicabile accelerazione dell’iter di riforma.” E’ quanto riporta il periodico mensile del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria.

“Pertanto, ci dovremmo quasi  essere e, allora, dopo aver trattato le prerogative giuridiche e di carriera del riordino, proviamo ad analizzare brevemente  i considerevoli incrementi economici che partiranno da ottobre 2017 con il bonus una tantum che varierà da un minimo di 350 euro,  a 800 euro e fino ad un massimo di 1500 per i più anziani di tutti i ruoli. Inoltre. anche chi non avanza immediatamente di gradopercepirà, fatta eccezione per i dirigenti, l’equivalente stipendiale della qualifica superiore e, in molti casi, anche di più. Ad esempio, Agente: parametro attuale 101,25 – parametro futuro 105,25 ;  (ossia un parametro ancora più alto dell’attuale agente scelto che ha un parametro di 104,50) … e così via per tutti i gradi superiori, come risulta dalla tabella dei nuovi parametri allegata al riordino.

Addirittura, poi, chi con il riordino avanzerà di grado, percepirà quasi l’equivalente di due gradi in più (ad esempio l’Assistente che con la detrazione di un anno passerà direttamente ad Assistente Capo, insieme al grado superiore ulteriormente  rivalutato dal riordino,  passerà da 108 a 111,50 e, per effetto del riordino, diventerà 116,50.

Si ricorda che ogni singolo parametro vale oltre 170 euro l’anno.

Eppure c’è ancora  chi contesta la riparametrazione, che è l’unico strumento per attribuire tanto e a tutti (eccetto i dirigenti). e soprattutto  in modo equo. Riparametrazione che influirà, a differenza dei bonus, anche su pensione, TFR e straordinari, senza dimenticare i benefici giuridici del riordino che tagliano i tempi per la maturazione del grado superiore e permettono la promozione agevolata al grado superiore, con concorsi per titoli e diritto alla conservazione della sede di servizio. Fortunatamente, il crescente consenso sindacale e della rappresentanza militare, ed il parere favorevole del Consiglio di Stato, hanno contribuito a mettere in luce la genuinità del provvedimento, definito da molti come il miglior riordino delle carriere possibile, anche in virtù del fatto che,  a differenza del 1995, non ci saranno  dannosi scavalcamenti, in modo da tutelare chi accede al ruolo superiore mediante concorso, rispetto a chi vi accede per anzianità. Certamente, si può ancora migliorare ulteriormente il testo così come proposto dalla maggioranza sindacati e dai Co.ce.r., ma comunque non sono condivisibili le critiche immotivate e le richieste di mero rinvio di pochi, a danno di tutti.”

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