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Il decreto sulle Forze di Polizia presente nella riforma della Pubblica Amministrazione (cosiddetta Riforma Madia) e recante “Disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato” prevede:

  • la riduzione da 5 a 4 dei corpi di polizia, con l’eliminazione delle duplicazioni delle funzioni e la gestione associata dei servizi comuni;
  • l’assorbimento del Corpo forestale dello Stato nei Carabinieri, che si vedranno trasferite anche le relative funzioni ad eccezione delle forze e competenze in tema di antincendio, che vanno in blocco ai Vigili del Fuoco;
  • per la Guardia di Finanza, l’affiancamento ai compiti prioritari di polizia economico-finanziaria e contrasto ai traffici illeciti, l’intervento con i propri mezzi navali per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica in mare;
  • la possibilità, per i Forestali che non vogliono essere militarizzati, di fare richiesta per entrare in Guardia di Finanza, Polizia di Stato o altre amministrazioni;
  • l’introduzione di un unico numero di emergenza europeo 112 su tutto il territorio nazionale.

La Guardia di Finanza, dunque, dal 1° gennaio dovrebbe diventare l’unica forza di polizia in mare. Ma aldilà dei titoli governativi e dei titoloni dei media, vediamo in realtà cosa prevede il decreto.

Ai fini dell’esercizio da  parte  del  Corpo  della  guardia  di finanza delle  funzioni  in  mare  sono soppresse le squadre nautiche della Polizia di Stato e i siti  navali dell’Arma dei carabinieri, fatto salvo  il  mantenimento  delle  moto d’acqua per la vigilanza dei litorali e delle unita’ navali impiegate nella laguna di Venezia, nelle acque interne e nelle isole minori ove per esigenze di ordine e sicurezza pubblica  e’  gia’  dislocata  una unita’  navale,  nonche’  i  siti  navali  del   Corpo   di   polizia penitenziaria, ad eccezione di quelli dislocati a Venezia e Livorno.

Sono trasferiti al  Corpo  della  guardia  di  finanza, inoltre,  i  mezzi interessati dalle soppressioni. Ferme restando le funzioni  e  le  responsabilita’  di  ciascuna Forza di polizia, il Corpo della guardia di finanza  assicura  con  i propri mezzi navali il supporto alla Polizia di Stato,  all’Arma  dei carabinieri e al Corpo della polizia penitenziaria per  le  attivita’ connesse con l’assolvimento  dei  rispettivi  compiti  istituzionali, nonche’ al Corpo della polizia penitenziaria con i propri mezzi aerei il supporto per il servizio delle traduzioni,  secondo  modalita’  da stabilire con appositi protocolli d’intesa, adottati  previo  assenso del Ministero dell’economia e delle finanze.

Per l’adattamento dei mezzi di cui  alle  esigenze d’impiego del Corpo della guardia di finanza nonché per la  relativa manutenzione e gestione, e’ autorizzata la spesa di euro 708.502  per l’anno 2017 e di euro 568.202 a decorrere dall’anno 2018.

La Guardia di Finanza è stata prescelta poiché l’unica dotata di una flotta aeronavale in grado di poter assolvere compiutamente tale compito. Il comparto aeronavale della GdF conta, infatti, su 4.502 uomini e donne in mare con 354 mezzi e 780 per la parte aerea, con 84 velivoli.

Il passaggio delle Fiamme Gialle a unica polizia del mare giunge esattamente in occasione del bicentenario dell’istituzione del servizio aeronavale della Guardia di Finanza, che risale al 1816.

A ben vedere non vi sarà la completa dismissione per le altre forze di polizia delle rispettive motovedette, tantomeno per la Guardia Costiera che continuerà a svolgere il proprio ruolo riservato dalla Legge, ovvero funzioni amministrative, di soccorso e di controllo sulle aree portuali. Il personale interessato rimarrà pertanto ai reparti di appartenenza.