VIGILI URBANI COME IMPIEGATI: NO CAUSA DI SERVIZIO PER INFORTUNIO SUL LAVORO

Il diritto ad avere riconosciuta la causa di
servizio a seguito di un infortunio accaduto durante il lavoro, compresi tutti
gli interventi complementari legati ad essa, ha costituito una conquista
importante per il mondo del lavoro, ottenuta con anni di lotte e sacrifici
delle categorie più interessate.

L’articolo 6 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.
201 (c.d decreto “Salva Italia”) convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, ha stabilito
l’abrogazione degli istituti dell’accertamento della dipendenza dell’infermità
da causa di servizio, del rimborso delle spese di degenza per causa di
servizio, dell’equo indennizzo e della pensione privilegiata.
Sebbene il medesimo articolo 6 specifichi che la
disposizione non si applica nei confronti del personale appartenente al
comparto sicurezza, difesa, soccorso pubblico e al Corpo dei vigili del fuoco,

questa norma colpisce in particolare i lavoratori della Polizia locale, i quali
pure ogni giorno svolgono, al pari delle altre forze di Polizia, un
importante lavoro sul territorio a contatto diretto con i cittadini, con
professionalità e costante impegno in situazioni spesso complesse, di pericolo,
al gelo o al caldo asfissiante, quasi sempre nello smog e nel rumore del
traffico.

Recenti notizie di cronaca hanno dimostrato quanto
il lavoro degli appartenenti ai Corpi di polizia locale sia certamente non meno
pericoloso e delicato di quanto lo sia quello delle altre Forze di Polizia, le
quali tuttavia non sono state interessate dalle disposizioni del citato
articolo 6. Si tratta di una norma iniqua e ingiusta che costituisce un vero e
proprio attacco alla professionalità dei lavoratori e che rallenta il varo di
una legge di riordino della Polizia locale.
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