ULTIMO SCRIVE AI COLLEGHI E SI CANDIDA A RAPPRESENTARLI: “RIDEFINIRE PROMOZIONI, LIVELLI RETRIBUTIVI E NOMINA A COMANDANTE GENERALE”

Il colonnello Sergio De Caprio, alias “capitano Ultimo” ha rotto gli indugi e ha deciso di candidarsi alle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio centrale di rappresentanza militare ( Cocer), il “sindacato” dell’Arma. Una nuova prospettiva professionale per colui che nel 1993 catturò Toto Riina.

“Caro collega ti scrivo, così mi distraggo un po'”. È un volantino elettorale e i colleghi ai quali è indirizzato sono i carabinieri. Segue un programma riassunto in due pagine: partecipazione agevolata all’edilizia residenziale pubblica, detassazione degli straordinari, ridiscussione dei livelli retributivi e del trattamento di fine rapporto e altro ancora. E’ quanto riporta Vincenzo Iurillo per il Fatto Quotidiano. Prendendo in prestito l’incipit de L’anno che verrà di Lucio Dalla, il colonnello dell’Arma Sergio De Caprio annuncia così la sua discesa in campo. Si candida. L’uomo che ha catturato Toto Riina però non entra in politica. Ha avuto diverse offerte, le ha sempre rifiutate, non ha cambiato idea. Ultimo si candida a far parte del Consiglio di Base di Rappresentanza (Cobar) dei carabinieri.

Punta a diventare un delegato degli ufficiali del Lazio. La sua nuova vita di “sindacalista”, l’ennesima, viene dopo gli anni della celebrità, il fango del processo per favoreggiamento alla mafia (e l’assoluzione), il lustro delle inchieste sui diamanti della Lega e su Finmeccanica condotte dall ’ufficio “periferico ” del Noe (la tutela ambiente), lo sbarco nei Servizi segreti e l’uscita dopo l’esplodere del caso Consip. Il colonnello ora lavora al Comando Tutela Biodiversità dei Parchi. E da qui punta a farsi eleggere nella Rappresentanza Militare che tutela il personale rimanendo nel recinto, molto stretto, disegnato da una legge del 1978. Lo fa da quarant’anni durante i quali è rimasto in vigore il divieto per i militari – Esercito, Marina militare, Aeronautica militare, Carabinieri e Guardia di finanza –di costituire organizzazioni sindacali. L’11 aprile la Corte costituzionale lo ha fatto cadere, riconoscendo anche per le forze armate questo diritto ma spetterà alla legge riordinare la materia. Intanto il 28 e 29 maggio si va al voto per la Rappresentanza militare e i candidati scaldano i motori.

Le due pagine del volantino di De Caprio sono scritte coi toni alla “alla De Caprio” e c’è un punto in cui emerge il riflusso dei contrasti con il precedente comandante generale Tullio Del Sette, l’uomo che di fatto lo defenestrò dai vertici del Noe nel 2015 dopo che il “suo” Nucleo aveva condotto indagini delicate a Napoli con il pm Henry John Woodcock, anche a carico di coop “rosse” e di personaggi vicini all’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi. De Caprio andò all’Aise con una trentina di uomini a lui legati, il Noe nel frattempo conduceva le indagini che hanno portato a scoperchiare il caso Consip, coinvolgendo il padre di Renzi, poi ne è stato escluso dalla Procura di Roma che ha incriminato alcuni ufficiali per falso e altri reati. E l’Aise ha “restituito” il colonnello all’Arma.

Ora nel volantino il “candidato Ultimo” chiede di “ridefinire” il sistema delle promozioni nell’Arma e “le procedure di nomina del Comandante Generale”. Infine l’appello: “Caro collega, chiedo il tuo voto per rappresentarti, per impegnarmi senza sudditanza psicologica, senza interesse personale, per dare dignità a tutti, per servire un collega, un carabiniere, un fratello”. De Caprio si esprime sempre così.