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TORNA IN LIBERTA’ IL POLIZIOTTO ARRESTATO DAI CARABINIERI. “HA FATTO SOLO IL SUO DOVERE DI TUTORE DELL’ORDINE”

Il Riesame ha accolto le istanze presentate a poche ore
dalla restrizione della libertà personale dai legali Gianpiero Ignazzi
(Cinieri) e Michele Fino, sebbene ancora non si conoscano ancora le motivazioni
del provvedimento.
La vicenda è però tutt’altro che conclusa: per il 10
settembre è stata infatti fissato il processo per direttissima con i tre che
dovranno difendersi, per l’appunto, dall’accusa di rissa aggravata.
 «Il poliziotto
si è qualificato
, non ha fatto altro che il proprio dovere. Ha difeso la
sua famiglia e i frequentatori del bar. Non andava arrestato, non c’è alcuna
rissa».
È quanto ha sostenuto nel ricorso al Riesame il difensore
dell’agente, Andrea Camassa, 31 anni, di Francavilla Fontana, arrestato dai
carabinieri l’11 agosto scorso per rissa insieme ad altre due persone, Arcangelo
e Pietro Cinieri, padre e figlio di 53 e 27 anni.

La scena è stata interamente ripresa dalle telecamere del bar di via Aldo Moro,
in cui si sono verificati i fatti. Il legale di Camassa ha anche prodotto delle
registrazioni audio estrapolate dal cellulare in cui si sente una voce
proferire la frase “poliziotto corrotto”, a testimonianza del fatto che l’agente si fosse qualificato prima di
intervenire e reagire con la forza contro Pietro Cinieri
. Il padre di
quest’ultimo sarebbe poi intervenuto in un secondo momento.
Nessuno in sede di interrogatorio di convalida ha negato di
aver avuto un ruolo nella vicenda. La procura ha insistito nel chiedere la
conferma della misura cautelare, ritenendo che vi fossero esigenze cautelari
anche per l’uomo in divisa. L’impostazione, condivisa dal tribunale, viene ora
confutata – sulla base del racconto del 31enne – in sede di Riesame. A quanto è
stato spiegato al giudice Camassa si sarebbe trovato a passare dal bar in
compagnia della moglie. La donna avrebbe ricevuto le attenzioni di uno dei due
“coindagati” per rissa. Sarebbero volate parole pesanti, complice qualche
bicchiere di troppo.

A quel punto si sarebbe qualificato, mostrando il tesserino. E avrebbe chiesto
alla controparte di dichiarare le proprie generalità. Al rifiuto avrebbe
insistito, fino a giungere allo scontro. Uno scontro violento al quale ha preso
parte, poi, anche una terza persona. Una rissa per i carabinieri chiamati a intervenire
che hanno ritenuto che i ruoli fossero da equiparare, opinione condivisa anche
dal pm di turno, Luca Buccheri, che è stato informato dell’arresto in flagranza
di reato che è stato poi eseguito dopo le formalità di rito.


I tre sono stati condotti in ospedale. Hanno riportato prognosi comprese tra
uno e dieci giorni. Le lesioni più gravi sono state proprio quelle riportate
dal poliziotto che il giorno successivo non ha avuto esitazione alcuna nel
fornire la propria versione dei fatti. Ha
sostenuto di aver agito da tutore dell’ordine, di non aver ecceduto nei
comportamenti se non nel tentativo di neutralizzare un potenziale pericolo in
un esercizio pubblico
. Domiciliari per lui come per gli altri. A casa, in
quel di Francavilla Fontana, a trascorrere le ferie senza poter mettere il naso
fuori. 

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