SULLA DIFESA NON SI PUÒ TAGLIARE. PAROLA DI ROBERTA PINOTTI

(di Gianluca Zapponini) – La Difesa europea procede, è vietato fermarsi. Ma guai a fare figli e figliastri, tutti i Paesi membri devono avere pari opportunità. A cominciare dall’Italia che non è certo il “brutto anatroccolo” della Difesa. Roberta Pinotti, ministro della Difesa, detta la linea dell’Italia sul progetto comunitario per la sicurezza del Vecchio Continente, incardinato sulla Pesco. D’altronde, come più volte documentato da Formiche.net, i rischi non mancano. A cominciare da Leonardo, che rischia l’estromissione dalla partita per la Difesa europea, se l’Italia non sarà abile ad arginare lo strapotere delle industrie francese e tedesca.

IL REALISMO DELLA PINOTTI

La responsabile della Difesa, ascoltata in audizione al Senato, è partita da un punto: l’Italia spende meno degli altri Paesi in Difesa. Vale a dire che se la Germania destina il 2% del Pil agli armamenti, l’Italia fa molto meno. E questo può diventare un problema quando si gareggia con gli altri Paesi membri per aggiudicarsi le risorse del Fondo europeo. Non è la prima volta che la Pinotti lancia l’allarme, già lo aveva fatto alla Camera un paio di mesi fa. Ma il fatto che oggi lo abbia ribadito al Senato conferma come la Difesa Ue e la spesa militare siano due elementi legati a doppio filo.

BASTA TAGLI ALLA DIFESA

Di qui l’appello a qualunque governo esca dalle urne del 4 marzo a togliersi dalla testa qualunque idea di nuovi tagli alla Difesa. Perchè, è il ragionamento della Pinotti, già il Paese spende poco, se poi taglia ancora allora competere con Francia e Germania è un miraggio. “Dopo anni in cui si diceva sempre che sulla difesa si poteva tagliare, oggi mi sento di dire che no: sulla difesa non si può più tagliare. Una politica di difesa è una delle cose costituzionalmente fondanti di uno Stato”.

SE L’ITALIA NON E’ IL (BRUTTO) ANATROCCOLO

Un passaggio chiave dell’intervento del ministro sulla Difesa europea, ha riguardato il tanto temuto asse franco-tedesco, che potrebbe tagliare fuori l’Italia e Leonardo. Uno scenario su cui il governo sembra ostentare sicurezza, nonostante i rischi di un’emarginazione ci siano tutti. “Guardo con serenità a un simile scenario. Noi non siamo certo i brutti anatroccoli. Credo che molti Paesi guardino all’Italia con una logica inclusiva. Pensiamo al progetto sui droni, presentato all’Ue (e messo a punto da Leonardo, qui il focus con tutti i progetti dell’ex Finmeccanica per la Difesa Ue, ndr). Non dimostra forse che abbiamo un nostro spazio?”.

40 PROGETTI ITALIANI

L’Italia insomma, non ha intenzione di rimanere in panchina. Ad oggi i progetti tricolori che saranno valutati dall’Ue in sede di assegnazione delle risorse del Fondo da 5,5 miliardi sono circa 40.” L’obiettivo è quello di chiedere a un numero sempre crescente di Paesi di partecipare a sempre più progetti. Noi ne abbiamo già molti in programma, abbiamo 40 iniziative che progressivamente verranno attuate”. Formiche.net

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