STUPRO DI FIRENZE, FOTO SCATTATA DI NASCOSTO AL CARABINIERE. GOVERNO E ARMA “CACCIARE SUBITO DUE MELE MARCE”

Si vede una parte del corpo, si vede la divisa, si vede anche la fondina con la pistola dentro. E’ la fotografia scattata da una delle due studentesse americane al carabiniere sulle scale del suo palazzo nel centro storico di Firenze. La ragazza ha raccontato di essere riuscita di nascosto a tirare fuori il cellulare e di aver fatto una foto mentre il militare abusava di lei. Lo riporta il Corriere della Sera, spiegando che l’immagine è stata consegnata agli inquirenti ben prima che uno dei due carabinieri indagati per violenza sessuale si presentasse in procura per raccontare la sua versione. Il militare,appuntato scelto di 40 anni, ha ammesso di aver avuto un rapporto sessuale, ma “la ragazza era consenziente“, ha detto. Ora emergono altri particolari del suo racconto, riportati da Repubblica: “Ci hanno detto di salire – ha riferito nel corso dell’interrogatorio – quella ragazza non era ubriaca o almeno io non me ne sono accorto“.

Un nuovo elemento che aggrava la posizione dei militari ma che non convince parte dell’opinione pubblica in questo circo mediatico giudiziario scoppiato sull’Arma. La giuria del web è divisa, ed in molti condannano le studentesse statunitensi “Giovani ree, secondo gli umori dei commentatori, di aver peccato di ingenuità, di aver irretito i due appartenenti all’Arma o, nel peggiore dei casi, di essersela andata a cercare, perché “se non vuoi andarci a letto, sulla macchina dei militari non ci sali”.

Il colonnello Roberto Riccardi, responsabile della comunicazione del comando generale lo dice in maniera esplicita: «Non faremo sconti, non esiste un rapporto consenziente in una simile situazione. I due militari erano in turno e dunque non avrebbero dovuto fare nulla di quanto invece è accaduto. Soltanto in casi eccezionali un cittadino può salire sulla macchina di servizio e sempre per essere soccorso. Appare evidente che le intenzioni fossero altre e per questo pagheranno».

L’atteggiamento di Pinotti è netto, sottolinea come «due persone, due mele marce, non bastano per macchiare la reputazione dell’Arma». E chiede che la «reazione sia veloce, perché soltanto così potrà essere credibile». Nessuna indulgenza: «Chi sbaglia deve pagare. Chi indossa una divisa deve pagare doppiamente perché non si può tradire la fiducia che i cittadini ripongono in un pubblico ufficiale».

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