Spaccio in caserma con drug test disposti dal Comandante alterati

Si è concluso con quattro condanne e tre assoluzioni, il processo celebratosi al tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) che ha coinvolto militari della Brigata Bersaglieri Garibaldi di Caserta, che erano imputati a vario titolo per spaccio di droga e corruzione in relazione alla falsificazione dei drug test effettuati nella caserma.

La pena più alta è stata inflitta a Luigi Belvedere (5 anni e dieci mesi), assistente medico, riconosciuto colpevole di aver spacciato in caserma e all’esterno e falsificato i test tossicologici in cambio di soldi e droga; pene al disotto dei due anni, con sospensione condizionale, per Lello Giove (un anno e nove mesi), Patrizio Caserta e Luigi Santonastaso (un anno per entrambi). Assolti Francesco Pennacchia, Vincenzo Corbo e Biagio Santangelo. Il blitz che portò all’arresto dei bersaglieri della Garibaldi di Caserta scattò nell’aprile 2016, quando i carabinieri, nell’ambito di un’indagine della Procura di Santa Maria Capua Vetere, arrestarono quattro soldati (tutti sospesi dal servizio), tra cui Santonastaso, finito in carcere, mentre finirono finì ai domiciliari Luigi Belvedere e Patrizio Caserta. Per gli inquirenti, gli indagati avrebbero spacciato cocaina e crack nella caserma e fuori, riuscendo anche a falsificare i drug test disposti dal Comandante.

Proprio Belvedere, assistente medico, si sarebbe fatto corrompere insieme all’aiutante Lello Giove (che nel blitz del 2016 fu destinatario del divieto di dimora in provincia di Caserta) per aiutare i soldati che temevano di essere scoperti.   

Redazione articolo a cura di Antonio Pisani per Anteprima 24.

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