Rischia di essere travolto da un’auto, carabiniere si getta in un fossato

Tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale. Sono i reati di cui dovrà rispondere un uomo che è stato arrestato nella notte dopo un rocambolesco inseguimento con i carabinieri, durato circa 40 chilometri, a cavallo tra la provincia di Belluno e quella di Treviso, rischiando di provocare incidenti e feriti. L’epilogo della vicenda è avvenuto nella zona di Ponzano Veneto con lo straniero e un connazionale che si trovava con lui in auto che sono stati finalmente bloccati e costretti ad arrendersi. L’automobilista è finito in cella mentre il passeggero se l’è invece cavata con una denuncia a piede libero.

Poco prima di essere costretti alla resa, i banditi hanno rischiato di travolgere un militare di una pattuglia che aveva posizionato l’auto di traverso sulla strada, per tentare di fermare gli stranieri. I malviventi hanno forzato il blocco, aggirando la “gazzella” e il militare è stato costretto a gettarsi in un fossato per evitare di essere investito.

L’inseguimento è cominciato lungo la strada tra Quero e Vas, nel bellunese, quando una coppia, marito e moglie, si è fermata ad un posto di controllo dei carabinieri: i due hanno raccontato di essere stati aggrediti verbalmente dagli occupanti di un’altra auto, per futili motivi. I coniugi hanno fornito ai militari la descrizione dell’auto e questi l’hanno intercettata poco dopo, al confine tra il territorio bellunese e quello trevigiano.

All’alt ordinato della pattuglia con sirena e lampeggianti, l’automobilista non si è fermato e ha anzi accelerato a tutta velocità, cercando di dileguarsi. E’ scattato così un allarme alla centrale operativa dell’Arma che è stato diramato a tutte le auto dei carabinieri che in quel momento si trovavano dislocate su tutto il territorio tra le due province, in particolare quelle della Compagnia di Montebelluna, fondamentali nel buon esito dell’operazione.

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