RIORDINO DELLE CARRIERE:IL PARERE DEL COCER CARABINIERI

Pubblichiamo la nota informativa del Co.Ce.R. Carabinieri, concernente la Bozza relativa al Disegno di Legge per la revisione dei ruoli.

Questo Consiglio Centrale ritiene
che la Bozza relativa al Disegno di Legge per la revisione dei ruoli non sia
soddisfacente, in quanto non aderente alle aspettative del personale.
Pertanto, questo Consiglio di
Rappresentanza esprime, a riguardo, un parere nettamente contrario per i
seguenti  motivi: 
  • non c’è stata alcuna
    condivisione con le Rappresentanze Militari;
  • la tempistica
    concessa e la celerità imposta per esaminare la delicatissima tematica non
    soddisfano questo Organismo, che nella trattazione di un cosi importante
    argomento, deve anche poter condurre delle riunioni di coordinamento e di
    valutazione con le Rappresentanze Intermedie e di Base;
  • l’impianto normativo
    del D. di L. potrebbe produrre effetti negativi sulla prossima concertazione,
    dato  che vengono intaccati i parametri stipendiali;
  • non si tiene conto
    dello sviluppo omogeneo e lineare del Ruolo App e C.ri;
  • non considera le
    progressioni di carriera del ruolo Sovrintendenti;
  • non esamina in
    dettaglio le progressioni di Carriera del Ruolo Ispettori;
  • crea divergenze
    numeriche in ingresso nel ruolo dei Direttivi e dei Dirigenti:
  • non risulta esserci
    sufficientemente copertura finanziaria al fine di delineare un progressivo,
    costante, conforme ed omogeneo Riordino delle Carriere per tutti i Ruoli
    interessati.

In tale quadro, questo Organismo
ritiene opportuno che la Bozza di Legge Delega venga rivista, ampliata e
corretta, allorquando siano reperite le risorse economiche necessarie per
sostenere un nuovo impianto normativo che possa soddisfare il personale
garantendo una vera e seria progressione di carriera, partendo dal grado base
per risalire ai gradi di vertice.
Questo CO.CE.R. Carabinieri
ribadisce quanto sostenuto nel Documento votato dal CO.CE.R. Interforze che
ritiene il blocco degli stipendi e degli assegni funzionali settori in cui è
assolutamente necessario e prioritario intervenire per tutelare il trattamento
economico del personale rappresentato, più di quanto non si farebbe con un
eventuale riordino basato su risorse finanziarie assolutamente insufficienti.

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