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Con la prima importante decisione di approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, il Governo ha assunto una decisione fondamentale sull’esigenza di procedere al riordino delle carriere delle Forze di polizia. Ora il provvedimento avrà tre mesi di tempo nei quali potrà essere persino ulteriormente migliorato grazie al ruolo propositivo del Parlamento. Riportiamo al riguardo la newsletter dell’Amministrazione di P.S. con la quale si spiegano i benefici del riordino.

Il Riordino delle carriere rappresenta un risultato storico poiché consente di recuperare alcuni ritardi dei quali ha sofferto la Polizia di Stato, rimuovendo cause di stagnazione nelle carriere e nel reclutamento in alcune qualifiche. Negli anni, per effetto di tale stagnazione, si era verificata la concentrazione in numero elevato di personale nelle qualifiche dei ruoli di base, mentre si era registrata una rilevante carenza nelle qualifiche riguardanti gli Ufficiali di Polizia Giudiziaria. Tale situazione incideva sulla funzionalità complessiva della Polizia di Stato e limitava fortemente i benefici di progressione giuridica ed economica del personale.

Proprio rispetto a tali deficit, il riordino interviene prevedendo mirate disposizioni e una significativa rimodulazione degli organici che consente anche di incrementare strategicamente alcune dotazioni effettive come, ad esempio, proprio quella del ruolo dei sovrintendenti, che crescerà di 4.000 unità, e quella del ruolo degli ispettori, che verrà gradualmente ampliata di circa 1.300 unità.

L’Amministrazione avvia un processo di modernizzazione prevedendo una maggiore qualificazione e professionalizzazione degli operatori, una semplificazione delle procedure di selezione, anche attraverso un maggiore utilizzo degli strumenti informatici, un ulteriore sensibile aumento degli Ufficiali di Polizia Giudiziaria e di Pubblica Sicurezza con il potenziamento delle relative funzioni, al fine di rispondere con sempre maggiore efficacia alla domanda di sicurezza dei cittadini.

Con riferimento al personale, numerosi sono i benefici per gli appartenenti alla Polizia di Stato in termini di una progressione di carriera più veloce e semplificata che consente di intervenire sui processi e sulle spinte motivazionali, delineando una “carriera aperta dalla base”, e di attribuire a ciascun operatore significativi miglioramenti economici. La complessiva architettura del progetto, infatti, consente – come si rileva dal seguente prospetto – di dare una chance a tutti.

Si è passati da uno stanziamento a regime di 119 milioni di euro per tutto il Comparto sicurezza e difesa (oltre ai 28 milioni di euro derivanti dai risparmi della razionalizzazione delle Forze di polizia), ai 977 milioni di euro, grazie allo stanziamento aggiuntivo del Governo con la Legge di Bilancio di quest’anno; risorse che hanno consentito di raggiungere importanti risultati economici in favore degli ope- ratori e sulle quali il Governo ha mantenuto la promessa già fatta ai poliziotti al momento della concessione del contributo straordinario cosiddetto “bonus degli 80 euro”, già all’epoca direttamente collegati alla realizzazione del progetto di riordino. Innanzitutto, lo stanziamento ottenuto ha consentito di articolare il progetto su una molteplicità di interventi, rispetto a quanto sarebbe stato possibile con quello originario di 119 milioni di euro che avrebbe comportato la corresponsione del solo assegno di responsabilità, pari ad una media di 75,8 euro mensili lordi, neanche ad un terzo del personale (29.000 unità circa). Con le risorse aggiuntive, il solo intervento di riparametrazione porterà un beneficio a tutto il personale interessato (circa 96.000 unità) che percepirà una media mensile lorda di 83,5 euro.

Oltre a tale effetto ‐ grazie alle predette risorse aggiuntive ‐ nel corso della carriera il personale beneficerà di un ulteriore incremento mensile lordo derivante dalla riduzione delle permanenze per l’accesso a determinate qualifiche. Il beneficio riguarda, già a partire dal 2017, una parte del personale in servizio, alla quale si aggiunge il personale destinatario, sempre nel 2017, di un apposito assegno una tantum, in quanto ha già raggiunto le qualifiche apicali dei ruoli non direttivi e non dirigenziali con le vecchie permanenze.

Con la scelta di destinare circa la metà delle risorse al sistema dei parametri, di cui alla nuova tabella di seguito riportata, tutto il personale beneficerà di un sensibile miglioramento economico sin dalla prima applicazione della nuova normativa, tranne gli attuali dirigenti. Questo, peraltro, avverrà contestualmente alla proroga, nel 2017, del cd “bonus” degli 80 euro, proroga che non sarebbe stata possibile se non in connessione con la definizione del progetto di riordino.

A questi immediati benefici economici si aggiungeranno quelli derivanti dalla riduzione delle permanenze nei singoli ruoli, come si rileva dalla tabella di seguito riportata. La velocizzazione della carriera dei poliziotti inciderà, infatti, sull’anticipazione degli ulteriori benefici economici connessi al raggiungimento della qualifica superiore.

Del vantaggio nella riduzione dei tempi di permanenza si gioveranno ‐ anche più volte ‐ tutti gli appartenenti ai diversi ruoli, fatta eccezione per gli attuali direttivi e dirigenti. In particolare, gli agenti e assistenti vedranno ridotto di un anno il tempo per raggiungere la qualifica di assistente capo; il personale del ruolo dei sovrintendenti impiegherà quattro anni in meno per acquisire la qualifica di sovrintendente capo. Per quanto riguarda gli ispettori il beneficio consisterà in una accelerazione determinata dal passaggio degli ispettori capo ad ispettore superiore a ruolo aperto, con nove anni di permanenza nella qualifica di ispettore capo, riducendo drasticamente, in tal modo, i lunghi anni di attesa dovuti all’attuale scrutinio a ruolo chiuso.

Anche per l’acquisizione della nuova qualifica di sostituto commissario è prevista un’anticipazione di sette anni per l’ammissione allo scrutinio per l’accesso a tale qualifica a fronte dei quindici anni che sono richiesti a regime dalla legislazione vigente, per raggiungere la corrispondente denominazione di sostituto commissario.

Considerato che già dal 1° gennaio 2017 partiranno gli effetti dell’anticipazione dei tempi per le promozioni a determinate qualifiche, nonché dei concorsi per il ripianamento delle dotazioni organiche, gli altri benefici economici decorreranno dal 1° ottobre 2017. Solo per i dirigenti il riordino partirà, sia dal punto di vista giuridico che economico, dal 1° gennaio 2018. Fino a settembre ci saranno in busta paga gli 80 euro. Dal mese di ottobre gli 80 euro confluiranno in incrementi parametrali a cui si aggiungerà la corresponsione di un assegno “una tantum” per un totale complessivo di 350 euro lordi, per le restanti mensilità. I “benefici strutturali” previsti sono: 1. l’incremento dei parametri; 2. il conseguente effetto sui benefici dei prossimi contratti; 3. la riduzione delle permanenze; 4. le maggiori possibilità di progressione in carriera, specie per i ruoli intermedi; 5. la defiscalizzazione per i redditi più bassi; 6. i riflessi pensionistici. L’intera gamma e la molteplice combinazione di questi fattori, fa sì che i benefici del riordino sono di sicuro vantaggiosi rispetto a quelli, sia pur validi, del temporaneo contributo straordinario degli 80 euro. Si tratta, nel complesso, di “benefici strutturali” maggiori.

 

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