RIORDINO DEI RUOLI: 63 MILIONI RICAVATI DAI RISPARMI DI SPESA, SARANNO SUFFICIENTI?

La razionalizzazione dei presidi di polizia
e dei servizi navali, la gestione
associata dei servizi strumentali delle forze e l’assorbimento dei corpo
forestale nei carabinieri produrranno risparmi per i prossimi tre anni, tra il 2016 e il 2018, pari a quasi 126 milioni di
euro.


(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});

Meno di 126 milioni di euro in tre anni. È quanto vale la ‘dote’ del decreto attuativo P.a. sul
riordino delle forze di polizia e l’assorbimento dei Forestali nei
Carabinieri.

Nel
dettaglio, 42,4 milioni di euro arriveranno dalla razionalizzazione dei
presidi di polizia
; 3,6 milioni dal taglio dei servizi navali; altri 60,3
dalla gestione associata dei servizi strumentali delle Forze di polizia; e 19,3
dal passaggio del Corpo forestale nell’Arma.
Le
risorse saranno quindi reinvestite, il 50%, nelle forze di polizia (in
particolare nel capitolo per il riordino dei ruoli) e, l’altra metà,
rimarranno nelle casse dello Stato.
Una
cifra che di certo sarà disponibile nel lungo periodo (si parla di 3 anni) e davvero
esigua circa 63 milioni per andare a
colmare le aspettative di militari e poliziotti che da anni attendono il
riordino.
Il governo Berlusconi, con un tesoretto di
oltre 700 milioni di euro, mancò l’impegno
del riordino anche per non aver raggiunto la somma per poter accontentare
tutti. Il serbatoio fu quindi man mano svuotato a partire dal 2010 per andare a
costruire l’una tantum durante il blocco degli stipendi.

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});

Il
governo ha ora preso nuovamente l’impegno
del riordino
, menzionandolo nel decreto di riforma della pubblica
amministrazione, e di conseguenze le rappresentanze
militari
ed i sindacati cominciano
ad avanzare le proprie richieste. Ma numeri alla mano le cifre messe sul piatto
dal governo sembrano davvero ridicole.
Dopo aver galvanizzato militari e poliziotti con i proclami del riordino come,
e quando, il governo spera di riuscirvi?