RIORDINO CARRIERE ESTESO ALLE FORZE ARMATE, MARCIA INDIETRO SU UNIFICAZIONE AGENTI/SOVRINTENDENTI

Clamorosa
svolta al tavolo tecnico presso il Ministero degli Interni per la elaborazione
del riordino delle carriere. E’
quanto riporta poliziapenitenziaria.it. Su pressione del Comando Generale dei
Carabinieri, sembra si stia facendo marcia indietro sulla paventata unificazione dei ruoli agenti/assistenti e sovrintendenti.

In
realtà, anche in questo caso, di fatto, cambierebbe poco nell’ordinamento delle
nuove progressioni in carriera perché resta comunque nel progetto di riordino
la soppressione del concorso per
l’avanzamento alla qualifica di vice sovrintendente
. Il concorso dovrebbe essere sostituito da uno scrutinio per
anzianità e merito  per l’avanzamento degli assistenti capo. Ciò starebbe a significare che ogni
anno, secondo il ruolo di anzianità, un numero di assistenti capo determinato
dalle vacanze organiche al 31 dicembre avanzerebbe alla qualifica di vice
sovrintendente.

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Intanto
le proposte sui tavoli sono numerose e risulta sempre più complesso trovare una
proposta un’univoca che riesca a soddisfare i vari ruoli di tutte le forze di
polizia, anche perché a breve si aggiungeranno le proposte del Comparto Difesa. Per le Forze Armate, infatti, è stato determinante l’emendamento presentato dal sen.
Bachisio Silvio Lai, relatore del disegno di legge nr. 2145,
tale modifica infatti propone:
Proposta
di modifica n. 7.1000 al DDL n. 2145
Dopo
il comma 4, inserire il seguente:
«4-bisAll’articolo
1, comma 5, della legge 31 dicembre 2012, n. 244, è inserito, in fine, il
seguente periodo: “
Una quota parte non superiore al 50 per cento dei
risparmi di spesa di parte corrente di natura permanente, di cui all’articolo
4, comma 1, lettere c) d), anche tenuto conto di
quanto previsto dall’articolo 3, comma 155, ultimo periodo, della legge 24
dicembre 2003, n. 350, e successive modificazioni e integrazioni, è utilizzata
per adottare, entro il 1° luglio 2017, ulteriori disposizioni integrative, con
le medesime modalità di cui al comma 3, al fine di assicurare la sostanziale
equiordinazione nel rispetto dei principi di cui agli articoli 2, comma 1, e 3,
comma 3, della legge 6 marzo 1992, n. 216, e dei criteri direttivi di cui
all’articolo 8, comma 1, lettera a), n. 1), della legge 7 agosto
2015, n. 124″.».

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In un
tecnicismo politichese si prevede che, sulla scorta delle direttive fornite dal
ddl Madia in materia di riforma della pubblica amministrazione ed in
particolare nel punto in cui recita “la revisione della disciplina in materia di reclutamento, di stato  giuridico 
e  di  progressione in carriera, tenendo conto del
merito e delle professionalità,
prevedendo 
l’eventuale unificazione,
soppressione ovvero istituzione di ruoli, gradi e qualifiche e la rideterminazione
delle relative dotazioni organiche, comprese quelle complessive di ciascuna
Forza di polizia”
, partecipino anche i militari del Comparto Difesa in rispetto
del principio di equiordinazione dei ruoli sancito dagli articoli 2, comma 1, e
3, comma 3, della legge 6 marzo 1992, n. 216.