RENZI CASTIGA I COCER. MA DA BUON “DEMOCRATICO” CONCEDERA’ IL SINDACATO ALLE FORZE ARMATE?

Duole dover cominciare questa
lunga riflessione, perché abbiamo intenzione di dire la nostra a lungo, 
proprio dalla proposta del Governo su quella che noi vecchi chiamiamo
“Legge Finanziaria dello Stato”.

I politici storicamente intesi,
galantuomini, ci avevano abituato, nonostante tutto, a tenere distanti le
manovre economiche dai provvedimenti sui diritti.
Nemmeno Tremonti, il ministro
delle Finanze più “pirata” di tutti (lo diciamo con rispetto) aveva
osato tanto.
Per la prima volta nella storia
di questo Paese, con una legge economica
dello Stato si mortificano i diritti di rappresentanza del personale militare
che,
ob torto collo, ha accettato dal 1999
(anno della famosa sentenza della Consulta sulla possibilità della libera
sindacalizzazione delle FF.AA.) di non poter essere rappresentato
sindacalmente.
Ok, ma se non si può avere un
sindacato non si può nemmeno essere considerati come tali o, di contro, se li
tratti come tali, poi non ti incazzare
se minacciano lo sciopero che è il primario diritto di un sindacato!
.

Matteo,
questi dispettucci infantili non ti
fanno onore anche se qualche generalone di stato maggiore ti ha dato qualche
consiglio
(sbagliato) sarebbe il caso che ascolti chi ha qualcosa da dirti
dal basso, dalla strada.

Qualche settimana fa il Geco ha partecipato ad una riunione sindacale in una
questura, con un  questore, molto intelligente ed un Sottosegretario agli
Interni, anch’egli molto attento alle istanze del personale in divisa.

Un centinaio di persone.
Grande lo stupore del
Sottosegretario nel sentire una lunga serie di interventi, senza
rivendicazioni,  tutti volti a suggerire soluzioni per migliorare il
Servizio ai cittadini,
nonostante:
  • Ø la mancanza
    di fondi, di mezzi,
  • Ø l’età
    sempre più grigia degli operatori,
  • Ø il
    tetto salariale bloccato,
  • Ø le
    negative ripercussioni del blocco del tetto salariale sulle pensioni,
  • Ø il turn
    over al 25%,
  • Ø i
    diritti mortificati in un’epoca nella quale i detenuti reclamano,
    accolti,  giusti diritti di umanità, ma essere un pubblico ufficiale
    significa non essere tutelato dalla Legge,
  • Ø che lo
    stipendio ha sempre meno potere di acquisto.

Nessuna rivendicazione, solo
voglia di poter rispondere al cittadino con tempestività, efficienza ed
efficacia.

Ma perchè, Matteo, mischi fischi per fiaschi?
Il personale militare ha una
proposta più “economica” della tua, nella quale si riduce la spesa, democraticamente, si riduce il numero
dei delegati della Rappresentanza Militare, democraticamente, si riduce il numero degli organismi,
democraticamente, si riducono le missioni, democraticamente,
si svolgono elezioni senza categorie di grado, democraticamente, si da più concretezza al rapporto di
rappresentanza, democraticamente
etc etc, democraticamente.
Già, democraticamente, ti ricorda qualcosa?
Però, caro Matteo, qualcosa in
cambio bisogna dare: se alla Rappresentanza Militare si assegna lo stesso
trattamento dei sindacati (riduzione dei distacchi, degli spazi di democrazia,
di intervento sindacale) allora, alla Rappresentanza Militare bisogna dare lo
stesso campo di competenza, stessa libertà di azione e gli stessi diritti di contrattazione
dei Sindacati.
Matteo, (e consiglieri) che ne
dici?

Il
Geco

Il geco è l’unico animale che
“può arrampicarsi sugli specchi” senza cadere nel luogo comune di
voler giustificare situazioni impossibili.
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