Rapina al carabiniere, così è morto il 16enne. Rivolta contro la caserma

Un tentativo di rapina in via Orsini a Santa Lucia con una pistola finta ai danni di un carabiniere fuori dal servizio che ha reagito sparando con la sua pistola d’ordinanza. Questa la dinamica della morte di un ragazzo di 16 anni, Ugo Russo, stanotte a Napoli.

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Il carabiniere, un 23enne di stanza a Bologna, avrebbe sparato dopo aver udito lo scarrellamento della pistola mentre era in auto con la sua fidanzata. La pistola finta (che era uguale al modello Beretta 92) gli sarebbe stata puntata alla tempia dal giovane malvivente con il volto travisato con scaldacollo e casco, nel tentativo di impadronirsi di un prezioso Rolex.

Nel corso della notte si è costituito un minorenne. Non è chiaro quale sia stato il ruolo del ragazzino ucciso. Si indaga su ambienti malavitosi legati agli ambienti del Pallonetto e dei Quartieri Spagnoli. 

Ne è seguita una domenica mattina da far west. Ben quattro i colpi di pistola esplosi alle 4 del mattino all’esterno della caserma Pastrengo, sede del comando provinciale dei carabinieri a Napoli, subito dopo la morte del 16enne. Sono stati avvistati due ragazzi in sella a uno scooter che hanno esploso i colpi in aria all’esterno della Pastrengo, all’interno della caserma dei carabinieri dove erano state portate alcune donne parenti del presunto complice del minorenne. Gli spari potrebbero essere stati esplosi come manifestazione di violenza contro l’Arma, ma anche e soprattutto contro le donne dell’altro ragazzino invischiato nella rapina, ritenendolo responsabile di non aver protetto il 15enne.

Intanto risulta incensurato e non risulta legato agli ambienti della malavita il 17enne fermato con l’accusa di rapina dai carabinieri che indagano sulla morte di Russo. Il ragazzo, complice della vittima, era in sella allo scooter che ha avvicinato l’auto guidata dal carabiniere che ha fatto fuoco per tre volte, terrorizzato dalla pistola puntata alla tempia.

La dinamica del ferimento di Ugo Russo, inoltre, è simile, secondo le fonti investigative, a quella dell’uccisione, il 13 aprile scorso, di Vincenzo Carlo Di Gennaro, il 46enne maresciallo maggiore dei Carabinieri ucciso a colpi di pistola da Giuseppe Papantuono durante un controllo a Cagnano Varano in provincia di Foggia. Il 67enne, già noto alle forze dell’ordine, fece fuoco contro il vicecomandante della stazione locale dei carabinieri dopo essersi avvicinato all’auto di servizio dove la vittima si trovava insieme al collega 23enne Pasquale Casertano per una segnalazione di lite in famiglia.

o soccorso è stato devastato dai familiari del giovane. Esprimo solidarietà a tutti i nostri dipendenti che sono stati vittime di insulti e minacce. Sono stato costretto a chiudere il pronto soccorso che è inagibile”, dice Ciro Verdoliva, direttore generale dell’Azienda sanitaria locale Napoli 1.

Redazione articolo a cura di Leandro Del Gaudio e Giuseppe Crimaldi per il Mattino.it

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