PINOTTI, MILITARI VIA DALL’IRAQ PER ANDARE IN AFRICA: “FONDAMENTALE PER PROTEGGERCI DAL TERRORISMO”

L’Italia si appresta a dimezzare il contingente militare italiano in Iraq, in particolare quello che è stato per lunghi mesi a protezione dei tecnici italiani che lavoravano al consolidamento della diga di Mosul. Lo ha reso noto il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, in un’intervista a Repubblica.

“L’Isis è stato sconfitto in Siria e in Iraq, un Paese dove il nostro impegno è stato forte con circa 1500 militari. Lì andremo a dimezzare la nostra presenza, riducendo il contingente che coopera alla protezione della diga di Mosul”. Il ministro ha aggiunto che invece l’Italia mantiene in Iraq “l’impegno per l’addestramento di quelle forze, soprattutto di polizia, destinate a stabilizzare e proseguire la lotta al terrorismo. Nel Sahel si sta costruendo una forza di cinque Paesi africani, sostenuta dall’Onu e dall’Unione europea, in un territorio fondamentale sia per proteggerci dal terrorismo sia per la lotta alla rete criminale che ha gestito l’immigrazione clandestina”.

“Il ministro Pinotti oggi conferma l’imminenza di un decreto legge per autorizzare una missione militare in Niger, molto consistente per numero e per finalità operative. È gravissimo che il Parlamento sappia dell’esistenza di questa futura missione da anticipazioni giornalistiche e che la ministra prima di venire in Parlamento a informare le Camere scelga di farsi intervistare da un quotidiano per parlarne all’opinione pubblica”. Lo dichiarano il capogruppo alla Camera di Sinistra Italiana-Possibile, Giulio Marcon, e il segretario di Possibile, Giuseppe Civati, esponenti di “Liberi e Uguali”, commentando le parole del ministro della Difesa Roberta Pinotti nella sua intervista di oggi a “La Repubblica”.