Picchiò carabiniere, non tollera i domiciliari ed evade: concesso divieto di uscire di casa solo di notte. Il Riesame del Tribunale

Obbligo di dimora e divieto di uscire da casa dalle 21 alle 6 del mattino. E’ una misura cautelare meno afflittiva quella concessa dal tribunale della libertà ad un uomo della Valdicecina, assistito dall’avvocato Arianna Tabarracci, che venne arrestato il 7 luglio scorso per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate ai danni di un appartenente all’Arma dei carabinieri.

 

 

Fatti accaduti a Volterra nel parcheggio davanti al pub il giorno della vittoria dell’Italia agli Europei di calcio. Il processo si tenne con rito direttissimo ed abbreviato, dopo che la fase della convalida si era conclusa con la misura cautelare degli arresti domiciliari. Nelle settimane successive, si apprende, l’uomo venne denunciato per evasione e dinanzi alla sua affermazione che non tollerava più gli arresti domiciliari, l’esecuzione veniva trasferita in altra abitazione.

 

Una manciata di giorni dopo, però, evase di nuovo e il 31 agosto il tribunale di Pisa aggravò la misura con quella della detenzione in carcere. A settembre si concluse il processo con la condanna ad un anno di reclusione. Da qui la successiva richiesta dell’avvocato Tabarracci di una misura meno afflittiva (presentazione alla pg o braccialetto elettronico) che però il tribunale rigettò. Quindi il ricorso del legale al riesame sostenendo che l’uomo aveva capito l’errore e non sussisteva pericolo di fuga. Argomentazioni queste che hanno convinto il Riesame considerando, anche, i quattro mesi già scontati e che hanno portato ad una rivisitazione critica della condotta tenuta.

C. B. per la Nazione

 
 

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