Attualità

«PAGA O RIVELO CHE SEI GAY» SEI ANNI A EX CARABINIERE

(di Carlo Gregori) – Condannato a 6 anni di carcere e 6mila euro di multa per aver ricattato
l’ex compagno minacciando di rivelare la loro relazione gay ai familiari. Una
condanna per estorsione aggravata, quella per l’ex carabiniere Emanuele
Tagliaferri, reggiano di 45 anni, perché il giudice ha riconosciuto il ricorso
alla pistola di ordinanza per spaventare l’ex compagno e le minacce fatte con
l’autorità della divisa.

È la sentenza del gup Eleonora Pirillo al termine di
un caso scabroso per un militare che, in forza di un’accusa di millantato
credito per la quale era già indagato – aveva già dovuto dimettersi dall’Arma
prima dell’inizio di questa indagine, nel luglio 2013.
Il movente di Tagliaferri, difeso dagli avvocati reggiani Liborio
Cataliotti e Nicola Gualdi, non è emerso nel corso del processo con rito
abbreviato (la condanna a 6 anni contiene già lo sconto di pena di un terzo).
All’imputato il Tribunale di Modena aveva già sequestrato 27mila euro. La
ricostruzione del pm Marco Imperato e la documentazione della parte civile,
avvocato Luca Malagoli (per conto della vittima e dei suoi familiari), si è
basata sui movimenti ingiustificati di grosse somme su un conto Postapay e
tabulati telefonici.

L’estorsione da 55mila
euro, secondo la ricostruzione della Procura, è nata alla termine della
relazione tra Tagliaferri e un 55enne carpigiano. Un po’ alla volta,
Tagliaferri ha chiesto del denaro a titolo di regalo dal suo compagno. Le richieste
però si sono fatte sempre più pressanti e sono iniziate telefonate minatorie
con le quali, sempre secondo l’accusa, Tagliaferri ha iniziato a ricattare
l’amico dicendo che o pagava o avrebbe rivelato la loro relazione gay ai suoi
familiari creando scandalo in una famiglia tradizionalista. Un’alternativa per
lui impossibile. Così il carpigiano ha iniziato a versare migliaia di euro in
varie tranches. Finché i suoi soldi sono finiti. È a questo punto che la
situazione è degenerata. Accusa e parte civile hanno sottolineato che in almeno
un episodio Tagliaferri ha estratto la pistola di ordinanza costringendolo a
promettergli un nuovo consistente versamento. E, forte dell’autorità della sua
divisa, lo ha spaventato inducendolo a versare ancora. E ancora, finchè la
vittima ha iniziato ad attingere di nascosto dai soldi dei genitori: aveva
accesso al loro conto corrente, dato che aveva la doppia firma. Il gioco di
ricatti è crollato nell’estate 20p13 quando il carpigiano ha raccontato tutto
ai familiari – che in realtà lo hanno appoggiato – e ha denunciato l’ex
compagno per estorsione. Tagliaferri è stato così arrestato.+

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