NONNISMO IN CASERMA TRE MILITARI A PROCESSO: «CICCIONE, TI FACCIO CONGEDARE»

(di Olivia Bonetti per il Gazzettino di Belluno) – «Ciccione», «Non sei capace di fare niente», «Io ti faccio congedare». Di questo tenore le frasi che i sottufficiali della Brigata alpina Julia-Settimo Reggimento alpini della caserma Salsa, avrebbero rivolto a un loro inferiore. Il culmine di un anno di vessazioni, secondo quanto raccontato dal militare, sarebbe avvenuto la sera del 5 maggio 2016, quando i tre sottufficiali avrebbero prelevato la televisione che lui teneva in camera per uno “scherzo”.

L’avrebbero portata giù e chiusa in un’auto sotto chiave. Quando l’alpino arrivò per riprendersela gli avrebbero messo le mani in faccia per impedirglielo, provocandogli delle lesioni.

L’ACCUSA

I fatti sono stati raccontati giovedì in Tribunale a Belluno, nel processo che si è svolto di fronte il giudice Angela Feletto, con il pm Gianluca Tricoli. Alla sbarra i tre sottufficiali, residenti in città, accusati di violenza privata, lesioni e di abuso di autorità (avrebbero violato gli articoli 195 e 196 del Codice penale militare di pace). Si tratta di un sergente maggiore, 41enne, comandante del plotone dove c’era il militare parte offesa; con lui un 31enne e un 35enne (sono tutti e tre difesi dall’avvocato di fiducia Antonio Vele di Napoli).

Solo gli ultimi due imputati erano presenti giovedì in aula. C’era anche il giovane militare vessato, si tratta di un 25enne, che è parte civile con l’avvocato Mario Palmirani del Foro di Santa Maria Capua Vetere.

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