“NOI IN DIECI CONTRO CENTO”, LA POLIZIA CHIEDE SOLIDARIETÀ

(di Jacopo Granzotto) – Dettagli non trascurabili su cui meditare. Perché la polemica sulla condotta di una polizia che usa idranti e non i manganelli e che dovrebbe porgere l’altra guancia a chi lancia bombole di gas, non regge, è odiosa. Gli agenti si sentono indifesi, accerchiati, umiliati. Chiedono solidarietà ai cittadini. Magari un corteo in loro difesa, piuttosto che uno per i migranti violenti. Nel frattempo sul web sarebbe spuntata la versione definitiva del colloquio incriminato, quello del braccio da spezzare. Un documento al vaglio della magistratura che, se autentico, spiegherebbe molte cose; questo il virgolettato: «Dottore questi ci stendono, vede quanti sono? Noi siamo solo in dieci e loro hanno bombole di gas e sampietrini. Ragazzi lo dobbiamo fare, ce lo hanno ordinato e non possiamo tirarci indietro. Quando saremo li in mezzo, saremo soli, noi dieci contro loro cento. Il primo obiettivo è portare a casa la nostra pelle e quella del nostro fratello nel casco accanto. Allora se iniziano a lanciare di tutto spezzategli le braccia ma portate la pelle a casa…».

 

Sui fatti di piazza Indipendenza tornano i sindacati di polizia per chiedere, tra l’altro, che fine abbiano fatto tutti i filmati delle aggressioni ai poliziotti. «Troviamo ridicolo che qualcuno tenti di far dimenticare la guerriglia organizzata dagli immigrati che abusivamente occupavano un intero stabile – attacca il sindacato Coisp -. Piuttosto bisognerebbe capire come mai sono repentinamente spariti i filmati di ore di aggressioni violentissime ai danni dei poliziotti, con evidenti tentativi di ucciderli, persino facendo esplodere bombole di gas che solo grazie alla buona sorte oltre che alla competenza dei colleghi non hanno causato una strage fra gli appartenenti alle forze dell’ordine. Come mai su questi filmati scomparsi non c’è stato alcun commento, nessuna polemica? Eppure, poche ore dopo la rivolta i media si sono concentrati su una frase pronunciata nelle concitate fasi dello sgombero da un funzionario, il quale evidentemente si aspettava una reazione violenta da parte degli abusivi».

 

Coisp che auspica solidarietà: «Che paese assurdo. Si manifesti una volta tanto a sostegno delle regole. Invece che fare cortei a sostegno di chi abusivamente occupa abitazioni che non gli appartengono, politica e istituzioni dovrebbero insorgere a difesa della polizia. Se c’è qualcuno che decide di spalleggiare chi occupa illegalmente violando il principio costituzionale che sancisce l’inviolabilità della proprietà, questi non deve trovare sponde politiche né istituzionali. Certi benpensanti a senso unico prima di sputare sentenze dovrebbero provare l’ebbrezza di restare per ore bersagliati dal lancio di oggetti, rischiando di diventare torce umane a causa di un innesco incendiario o di morire a seguito di un’esplosione. Ma chi attacca i poliziotti e cerca di ucciderli non merita solidarietà, merita la galera».

Da parte sua il Li.Si.Po fa notare quanto sia facile pontificare ed esprimere giudizi cattedratici. «Ma è assai diverso stare sul campo e fronteggiare i facinorosi. Le cui intenzioni, appaiono di tutta evidenza anche da quanto si rileva dai filmati. La polizia ha usato la forza, ma non la violenza. Evidentemente, il contesto, non consentiva altro. I profughi, occupavano l’edificio dal quale sono stati sgombrati, da ben quattro anni e forse è qui che c’è qualcosa che non va. Se quando il primo ha occupato abusivamente l’edificio, si fossero presi provvedimenti adeguati, oggi, il problema non esisterebbe. Il ministro Minniti sta dimostrando di avere le idee chiare. Ma con l’incertezza e il pressappochismo non si può governare l’attuale situazione caratterizzata dal massiccio e caotico arrivo di stranieri». (Il Giornale.it)

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