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NESSUNO SI CANDIDA, FORZE DI POLIZIA PRESENTANO UNA LISTA PER AVERE UN MESE DI LICENZA

(di Roberto Ciuffini) – Castelvecchio
Calvisio
, provincia dell’Aquila. 158
abitanti, 277 elettori
 (discrepanza dovuta a coloro che hanno
mantenuto la residenza pur abitando fuori).

Domenica, nel piccolo comune alle pendici del Gran
Sasso, a votare sono andati in cinque. E alla fine il risultato è
stato questo: due schede bianche, due nulle, un solo voto valido.
Mancato raggiungimento del quorum; elezioni, ovviamente, dichiarate nulle.

Cos’è
accaduto? Perché gli abitanti hanno disertato le urne?
E’
accaduto che a presentarsi sia stata una sola lista elettorale
, la lista civica Tricolore, composta
unicamente da poliziotti, agenti e guardie penitenziarie
. Tutti, neanche a
dirlo, originari di fuori e tutti candidatisi al solo solo scopo di ottenere i
congedi straordinari e i riavvicinamenti che la legge prevede in questi casi.
C’è una norma, l’articolo 81 della legge 121 del
1981 (quella che riformò il comparto sicurezza), che recita: “Gli
appartenenti alle forze di polizia candidati a elezioni politiche o
amministrative sono posti in aspettativa speciale con assegni dal momento
dell’accettazione della candidatura per la durata della campagna
elettorale”.
Capito?
Un mese intero di “aspettativa speciale”, in pratica una vacanza dal lavoro
pagata
. Una norma del tutto eccezionale
rispetto a qualunque altro contratto collettivo pubblico e privato, dove
l’aspettativa può anche essere negata e comunque non può mai essere retribuita.
Ma
perché a Castelvecchio Calvisio non si sono formate liste locali?
 “Perché” spiega a NewsTown il
sindaco uscente Dionisio Ciuffini “i sindaci dei piccoli
comuni del Cratere sono diventati ormai dei vasi di coccio. Le nostre
responsabilità, con la ricostruzione, sono aumentate a dismisura ma non abbiamo
gli strumenti, le risorse e i mezzi per poter governare in questa situazione
eccezionale. Siamo sottoposti a pressioni continue, ci prendiamo rischi enormi
diventando spesso bersaglio di ricorsi, denunce, esposti. Non stupisce che a
queste condizioni nessuno abbia avuto il coraggio di candidarsi”.
Come si
spiega la presenza della lista fantoccio?
 “Purtroppo” dice sempre l’ormai ex sindaco Ciuffini
“per comuni come il nostro non esiste più l’obbligo di presentare le firme
a sostegno delle liste. Se quella lista, formata da poliziotti e agenti tutti
originari per lo più della provincia di Teramo, non si fosse presentata, le
elezioni non si sarebbero nemmeno svolte. Così però non è stato e pur sapendo
che sarebbero state una farsa abbiamo dovuto indirle lo stesso, spendendo anche
dei soldi”.

E adesso, cosa succederà? Nelle prossime settimane a
Castelvecchio Calvisio arriverà un commissario prefettizio che rimarrà in
carica un anno, fino all’indizione delle nuove elezioni. Sempre che,
naturalmente, tra 12 mesi in paese ci sarà qualcuno che avrà voglia di
candidarsi.

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