NAPOLI: NUOVI TAGLI ALLA SICUREZZA, ADDIO ALLA POLIZIA A CAVALLO.

(di Francesca Saveria Cimmino) – «I vergognosi tagli che vengono fatti alla sicurezza, alla
scuola, alla sanità. Invece di aprire nuovi plessi e creare nuovi posti di
lavoro per giovani che sono costretti a scappare, chiudono gli ospedali, i
Comandi di Polizia e le scuole sono fatiscenti perché non usufruiscono di
manutenzione ordinaria. Qui i furti aumentano e sette persone su dieci non
denunciano. Se non si denuncia vengono messe a disposizione meno pattuglie,
poiché il quartiere non risulta essere a rischio. Quindi è necessario
denunciare, sempre. La causa è di tutti». Esordisce così Giuseppe Barbato,
Consigliere della Terza Municipalità del Comune di Napoli, a proposito della
chiusura del presidio Squadra a Cavallo dal Bosco di Capodimonte.

«È la cultura ad
essere deviata – continua Barbato – e noi napoletani paghiamo di più. Non è
ancora nella volontà di troppi cambiare questa mentalità suicida. Facciamo le
file per comprare l’Iphone 6 e poi piangiamo miseria. Noi siamo complici di
questo sistema: ci amareggiamo, puntiamo sempre il dito contro gli altri, pensando
che la colpa non sia mai la nostra, ma non facciamo niente di più concreto per
cambiare. Bisognerebbe fare una rivoluzione culturale, altrimenti non cambierà
mai nulla».
Quando siete venuti a conoscenza della decisione del
governo, qual è stata la vostra reazione?
Abbiamo fatto un sopralluogo ed inviato una lettera a firma
mia e della Dott.ssa Ferrara a tutte le attività competenti: dal Presidente
della Municipalità al Presidente del Consiglio, passando per Questore,
Prefetto, Capo della Polizia e Ministro degli interni. Poi abbiamo aperto una
pagina facebook e nel giro di pochi giorni siamo arrivati a circa 2000
adesioni. Ora inizieremo una vera e propria petizione.
Da quando avete iniziato la protesta quali risultati avete
ottenuto?
La gente sul territorio è vicina a noi e sensibile al
problema. Ci sono persone che mi chiedevano «Dove dobbiamo firmare?». I
commercianti e i residenti del nostro quartiere sanno quanto sia importante
questo presidio. Cosa diventerà il parco quando la polizia a cavallo andrà via?
Non si potrà più entrare. Il bosco tornerà allo stato di degrado patito durante
la loro assenza, ovvero dal 1974 al 1987.
Sicuramente lei è a conoscenza del fatto che sono previste
nuove vesti per le volanti della polizia: si prevede, inizialmente per 198
vetture, il tricolore sulla facciata (il progetto finanziato anche con fondi
europei). Non trova che ci sia un controsenso?
Certo, questi sono gli sprechi che fanno. Per me è assurdo,
impensabile. Molte vetture hanno più di 150.000 km, i comandi sono sotto
organico di uomini e devono fare straordinari per garantire la normalità. Nelle
caserme non c’è tutto il materiale: molto spesso manca il toner delle stampanti
comprato dagli stessi militari a spese proprie. Va tutto in cancrena. Questa è
una totale volontà di disarmare le Forze dell’Ordine che con enormi sforzi
garantiscono la sicurezza del paese.
Le Squadre a Cavallo all’interno del Bosco di Capodimonte
adempiono tante importanti funzioni. Quali sono i rischi a cui si va in contro
a seguito della decisione del Governo?
In un bosco così grande grazie solo alla presenza della
polizia che funge da deterrente vengono prevenuti tanti reati, tra cui furti,
rapine, atti vandalici ai monumenti presenti, sette sataniche, l’evasione
scolastica, lo spaccio di sostanze stupefacenti. Senza di loro diventerebbe
impraticabile e invivibile; non sarebbe più tutelata l’incolumità dei
visitatori.
Oltre ad un discorso legato alla sicurezza c’è in ballo
anche un discorso legato alle tradizioni, visto e considerato che la polizia a
cavallo in Capodimonte c’è da più di 50 anni. Come e quanto ne risentirà
l’immagine pubblica?
Sono diventati un punto di riferimento. I Commissariati di
zona sono distanti dal nostro quartiere ed una volta andata via la Polizia a
cavallo, questo graverebbe anche sulle loro attività. Tra le altre cose,
bisogna anche pensare alla salvaguardia dei beni architettonici del museo. Da
quando c’è la polizia a cavallo non ci sono raid baby gang lì dentro,
nonostante la città ne sia piena. In più il cavallo , in sé e per sé, è un
animale che ti dà una visibilità che non hai normalmente. Aggiungiamo anche che
non inquina e che le scuderie furono costruite prima del Palazzo Reale…
Ci sono altri provvedimenti in atto, giunti sulla sua
scrivania o al suo orecchio, da parte del Governo che possano inficiare sulla
sicurezza della città?
Ho saputo che taglieranno altri comandi. Forse la polizia
postale.
C’è, secondo Lei, una volontà di “abbandonare” la città di
Napoli che emerge da questa decisione?

Il governo ha sempre abbandonato questa città lasciandola
morire in una lenta eutanasia. Si è sempre dimenticato di Napoli facendo finta
di interessarsene; qualsiasi governo abbia presenziato. Il governo ci lascia da
soli continuamente. Non è solo Napoli ad essere sola: hanno ucciso un Paese
pieno di risorse culturali, artistiche e storiche; lo hanno svenduto giorno
dopo giorno per i loro affari personali e un loro tornaconto.   
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