Ministro Mauro: Niente ripresa senza missioni militari

Non c’è speranza di uscire dalla recessione se prima l’Italia non entrerà in una qualche guerra. E’ questa, in poche parole, l’opinione del ministro alla Difesa Mario Mauro.
Rispondendo a quanti gli hanno chiesto con quali motivazioni il titolare del dicastero domanderà il rifinanziamento delle missioni di pace, ha spiegato: “Non c’è ripresa, non c’è economia che cresce se non c’è sicurezza. E la sicurezza è un fenomeno globale e un bisogno globale”.
“Quello che accade a diecimila chilometri di distanza incide sulla nostra vita, sul nostro modo di concepire la convivenza civile”, ha proseguito, illustrando il suo pensiero. “Ricordo che il Mediterraneo costituisce l’1% della superficie acquatica del mondo ma in esso si svolge il 20% dei traffici globali”. “Quindi”, ha continuato, “oltre alla responsabilità nei confronti del destino dei popoli, per impedire il deflagrare dei conflitti, c’è anche una responsabilità perché una convivenza compatibile con lo sviluppo sia garantita dalla comunità internazionale.”
“Noi facciamo cosiddette missioni di pace”, ha aggiunto, “il che vuol dire che ci mettiamo di mezzo, ci interponiamo tra gente che si batte, si scontra, che litiga, tra progetti di potere differenti perché a tutti sia garantito il bene supremo della pace.”
“Per questo non dobbiamo temere, tante volte, di armarci”, ha concluso, “perché, per compiere questo ruolo, è necessario poter provvedere la sicurezza che serve alla popolazioni per le quali interveniamo come forze di interposizione”.