Ministro della Difesa: “Si all’impiego dell’Esercito per i campi Rom e per le buche di Roma”

Sono pronti alla rivolta i rom della capitale alla notizia dell’arrivo di 40 soldati a presidio dei campi nomadi. Una novità non certo delle più gradite: i militari sostituiranno gli agenti della polizia locale che per anni hanno cercato di controllare pezzi di città nella terra di nessuno.

Il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta invitata da Barbara Palombelli alla trasmissione Stasera Italia ha dichiarato di conoscere bene le realtà dei campi Rom, vivendo nel V Muncipio ed avendo aiutato il Movimento 5 Stelle locale a risolvere l’emergenza.

“E’ un indecenza – ha detto il Ministro – E’ chiaro che questo non è un problema che si risolve da solo. Questo è un problema che deve risolvere il Paese tutto insieme. Quando l’Esercito interviene in questo settore interviene a supporto dei cittadini sotto il coordinamento del Ministero dell’Interno, l’apporto che possiamo dare è un aiuto, l’esercito da sicuramente un’impressione  diversa rispetto al vigile urbano, ma non significa che le modalità operative saranno le stesse dell’Esercito.”

Sono in molti i dubbiosi circa tale utilizzo “duale” dell’Esercito italiano. Per molti rappresenta un fallimento della politica costretta ad intervenire drasticamente ed in maniera emergenziale con i nostri soldati come è avvenuto con la  questione riguardante le “buche di Roma”. A tal proposito il Ministro ha sottolineato che in molti dimenticano l’esistenza del Genio Militare, il quale lavora nelle infrastrutture ed il cui apporto sarebbe stato necessario per risolvere la problematica delle buche di Roma soprattutto quando a cause delle incessanti piogge si sono create centinaia di buche in contemporanea.