Militari, Responsabilità Civile sempre a carico del singolo. “Intervenire o Girarsi dall’altra parte?”

Un tribunale della Repubblica ha stabilito recentemente che il militare è sempre responsabile di danni arrecati a terzi, anche se penalmente e disciplinatamente innocente.

A causa dell’assenza di norme che riconoscano nei fatti la specificità militare, i cui confini restano troppo labili, è indubbio che, questa interpretazione giurisprudenziale, sempre più frequentemente, fa ricadere la responsabilità dello Stato sul singolo militare, non riconoscendo che quest’ultimo agisce per nome e conto della nazione.

Il militare – sottolineano i delegati del CoCeR Comparto Difesa – in effetti opera a seguito del sacro giuramento prestato nell’assolvimento della missione affidatagli sempre su mandato del Parlamento. L’operatore in uniforme non è un semplice cittadino, non sceglie di ritrovarsi in un determinato luogo e di compiere una specifica azione per interessi personali o finalita di lucro, ma in esclusivo e supremo interesse del Popolo Italiano e delle sue Istituzioni democratiche.

Purtroppo, davanti a siffatte decisioni – proseguono i delegati del CoCeR Difesa – migliaia di soldati, marinai ed avieri si trovano ogni giorno in Italia e all’estero a dover fare i conti con la propria coscienza decidendo se onorare i doveri del proprio stato e assolvere la missione assegnata, o “girarsi dall’altra parte” per non incorrere in responsabilità civili collegate ad eventuali danni arrecati a terzi solo per aver fatto il proprio dovere.

Il Cocer Comparto Difesa – evidenziano i delegati del CoCeR – è già intervenuto sulle proposte di Correttivo al Riordino dei Ruoli chiedendo l’inserimento di un articolato ad hoc che salvaguardi e tuteli l’attività di servizio.

Riteniamo – proseguono i delegati – ormai ineludibile che il Parlamento ed il Governo si facciano carico della tutela degli uomini e delle donne in uniforme, che giornalmente assicurano la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere Istituzioni.

E’ evidente – concludono i delegati del CoCeR – che la neutralità sul tema da parte della politica mina la coesione interna delle Forze Armate portandole ad un subdolo e innaturale processo di “smilitarizzazione”, che già oggi ha effetti negativi sugli arruolamenti nei profili iniziali delle Forze Armate.