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Militari e Forze di Polizia: l’emendamento che rende possibile l’anticipo TFS per chi è ancora in servizio

Il Governo ha annunciato importanti restrizioni nell’ambito dei bonus edilizi, con lo stop alle cessioni ed agli sconti in fattura. Come spesso accade all’interno della novella normativa, in attesa di conversione, sono presenti anche diversi emendamenti e misure non direttamente riconducibili alla misura di base. Come riporta lentepubblica uno di questi è un emendamento che potrebbe dare il via definitivo all’Anticipo del TFR ad ampio raggio. Allo stato attuale, nel pubblico impiego, solo una parte del personale può ricevere la liquidazione prima della pensione: ad esempio insegnanti, poliziotti, vigili del fuoco sono tagliati fuori.

Anticipo TFR/TFS: un emendamento potrebbe sbloccare la legge

Come segnalato da La Repubblica, la novella normativa si applicherà ai tre milioni di dipendenti pubblici assunti prima del 2001. Questi potranno ottenere un prestito in banca garantito dal TFS, che poi dovranno rimborsare non appena arriva la liquidazione. In pratica si potrà utilizzare il Tfs come pegno per ottenere un prestito bancario prima di andare in pensione. A quel punto all’importo del Tfs si toglierà la cifra già avuta in prestito più gli interessi versati alla banca. 

Uil Difesa e Sicurezza, bene anticipo buonuscita per Forze Ordine e Armate

“Esprimiamo un giudizio positivo sull’emendamento legislativo con il quale si punta a riconoscere l’anticipo della buonuscita anche ai lavoratori delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate”. E’ quanto dichiarano Benedetto Attili, Responsabile nazionale Dipartimento Difesa e Sicurezza Uil e i segretari generali Usic, Usif, Usip e Uilpa Polizia Penitenziaria.

“La Uil e i sindacati di riferimento del Dipartimento Sicurezza sosteranno sempre ogni iniziativa volta a tutelare i diritti dei lavoratori e a favorire le innovazioni in materia previdenziale. Consideriamo, invece, incomprensibili e anche fuori tema le argomentazioni di chi ha cercato di stigmatizzare questo intervento.
Pertanto UIL, Usic, Usif, Usip e Uil Polizia Penitenziaria invitano il Parlamento ad approvare il provvedimento senza troppi indugi, per rendere effettivo un importante diritto atteso da anni”.

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