MARINA MILITARE, ALLARME POVERTÀ

(di Emilio Gioventù) – Rischiano di affogare tra le onde della crisi. Sono i marinai italiani.
Drammatico il quadro contenuto nel documento programmatico della marina
italiana finalmente in rete dopo la presentazione nei giorni corsi alle
commissioni Difesa di camera e senato da parte del capo di stato maggiore della
Marina militare, l’ammiraglio di squadra, Giuseppe De Giorgi.

L’allarme
è di quelli che mette i brividi. Riguarda soprattutto i circa 2.600 militari
di truppa che devono fare i conti con “retribuzioni insufficienti”, “limitata
disponibilità di alloggi dell’amministrazione, aggravata dall’occupazione
abusiva di coloro che non hanno più titolo per abitarvi, con conseguente
difficoltà di trasferimento delle famiglie”, che comporta “un incremento
significativo del pendolarismo”
Ma c’è un dato che allarma più
degli altri: “La collocazione sotto la soglia di povertà del personale
divorziato, specie quello che percepisce gli stipendi più esigui e che deve
corrispondere gli assegni di mantenimento all’ex coniuge, cui spesso si sommano
i debiti contratti a vario titolo”
, come per esempio il mutuo per l’acquisto
della casa.

Non sta messa meglio la flotta. La marina può contare su 60 navi tra le quali
una portaerei e una portaelicotteri.
Ma, è riportato nel documento
programmatico, “questa flotta ha un’età media troppo elevata, a fronte della vita
operativa utile delle navi militari che si attesta su 20 anni”
In particolare,
“il Garibaldi ha 28 anni, le 3 navi anfibie hanno in media 26 anni, i 2 caccia
torpediniere 20, le fregate 31, le rifornitrici 30, le corvette 25, i
pattugliatori 23, la prima serie dei cacciamine 30, mentre la seconda ne ha 21.
La nave idrografica maggiore ha 38 anni, così come l’unità di supporto
subacqueo, mentre i sommergibili hanno in media 24 anni”. 
In pratica, avverte
lo stato maggiore della Marina, l’80% delle navi è oltre la fine della loro
vita utile operativa.



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