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LA POLIZIA POSTALE INDAGA SU FACEBOOK PER LO SCIOPERO DEI VIGILI. ECCO IL “POST” SOTTO INCHIESTA

(di Vincenzo Bisbiglia) – «Lavoreranno in
3!!!! Capodanno in famiglia e chi sarà di ordinario brindisi alle 24.00 al
comando del corpo».
È questo il testo “incriminato”, contenuto in un post
pubblicato il 19 dicembre sulla pagina ufficiale della Uil Fpl Polizia Locale
Roma Capitale, che secondo la Commissione di Garanzia e Sciopero potrebbe
provare l’esistenza di una «regia» dietro il presunto assenteismo dei vigili
romani la notte di Capodanno.


Allegato a questo post, ancora visibile sulla pagina in questione, c’è
poi l’immagine che riproduce la convocazione della famosa «assemblea di
mezzanotte», poi differita in seguito alla censura arrivata proprio dalla
Commissione di garanzia.
È proprio partendo da questo post che lunedì pomeriggio l’organismo
presieduto da Roberto Alesse ha ricevuto in audizione i segretari locali di
Cgil, Cisl e Uil, nell’ambito dell’indagine che potrebbe portare a provvedimenti
disciplinari con l’accusa di «sciopero selvaggio».
La teoria è che, dopo aver convinto tutti gli agenti a non aderire allo
straordinario di Capodanno (su base volontaria), si fosse cercato di utilizzare
lo strumento dell’Assemblea sindacale per tirar via dal servizio i vigili
impiegati in ordinario: una volta differita l’assemblea, secondo chi indaga, il
29 dicembre i sindacati si sarebbero però riuniti chiamando a raccolta gli
agenti e spingendoli a presentare i certificati medici per mettere in
difficoltà il Comando.
Il post presente sulla pagina della Uil sarebbe, sempre secondo gli
inquirenti, la prova di tutto ciò. Sui social network e sui forum, poi, si
sta concentrando anche l’attenzione della Polizia Postale, che sta indagando
per conto della Procura di Roma a caccia di altre «prove» che attestino
l’esistenza di questa presunta regia.
Sono stati aperti, infatti, due filoni d’inchiesta. Il primo riguarda il
reato di falso ideologico, e dovrà accertare la posizione dei 31 agenti
deferiti dal Comando all’ufficio disciplinare, oltre che dei medici che hanno
firmato i certificati; per il secondo filone si ipotizza invece il reato di
istigazione all’interruzione di pubblico servizio, riguarda in particolare i
sindacalisti e sarà affidato ad un magistrato esperto in reati informatici.
Il materiale a disposizione per il momento è quello contenuto nel
fascicolo portato la scorsa settimana a piazzale Clodio dal comandante della
Polizia Locale, Raffaele Clemente. Intanto, mentre prosegue l’operazione verità
su quanto accaduto la notte di San Silvestro, in vista dello sciopero del 12
febbraio il sindacato Ospol ha inviato una richiesta ufficiale al ministro
dell’Interno Alfano, dove si chiede la rimozione d’ufficio di Clemente da capo
dei vigili romani.

Clemente, formalmente dipendente della Polizia di Stato ma comandato in
Campidoglio, secondo l’Ospol «ha creato una situazione di grave turbamento e
dissesto morale e operativo di un apparato che annovera oltre seimila addetti e
getta discredito e sfiducia anche sull’intero contesto delle forze di polizia
italiane».



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