Maresciallo dei carabinieri accusato di peculato, la difesa: “Valutare ludopatia”

“Ad oggi non ho elementi sufficienti per poter dire con precisione quando si è aggravata la situazione del paziente passando da una condizione di giocatore “pericoloso” a quella di giocatore “patologico”. 

A parlare è lo psichiatra Falco, a capo del Sert di Ribera, chiamato a testimoniare dalla difesa nell’ambito del processo a carico di Gerardo Pellegrino, ex maresciallo e comandante della stazione dei carabinieri di Cammarata, finito a processo per le ipotesi di reato di peculato, falso e occultamento di atti.

“Non posso avere un quadro completo della situazione – ha continuato il medico – perché ho pochi elementi per giudicare ma l’impressione che ho avuto è stata quella che il soggetto avesse nella testa altre priorità rispetto a quelle primarie”. 

Pellegrino è finito a giudizio, disposto dall’allora Gup del Tribunale di Agrigento Alfonso Malato, in seguito alla denuncia di Alfonso Galeone a cui era stata sequestrata l’auto, una Renault Clio, risultata essere scoperta di assicurazione. Secondo la ricostruzione degli inquirenti il carabiniere si sarebbe fatto consegnare 580 euro dal Galeone quale cauzione per consentire l’accesso alla procedura di demolizione dell’auto posta sotto sequestro attestando falsamente l’avvenuto versamento.

La difesa, rappresentata dall’avvocato Salvatore La Longa, ha chiamato a testimoniare per la prossima udienza un’altra psichiatra che ha avuto in cura l’ex maresciallo nell’arco di tempo in cui si sarebbero verificati i fatti per cui oggi è a processo. Secondo la difesa l’uomo potrebbe essere affetto da una patologia da gioco.Il processo si celebra davanti il collegio di giudici presieduto da Gianfranca Claudia Infantino con a latere i giudici Katia La Barbera e Giuseppa Zampino. L’accusa è rappresentata dal sostituto procuratore Sara Varazi. Si torna in aula il 3 giugno per l’ultimo teste della difesa.

Redazione grandangolo Agrigento.