L’ITALIA SI SENTE NEL MIRINO: COL MOSCHIN ED INCURSORI MARINA PRONTI AD AFFIANCARE GIS E NOCS

L’Italia schiera i suoi reparti speciali. E’ quanto riportano il Messaggero ed il Corriere della Sera. Non soltanto i 7 mila militari impiegati a presidio dei punti sensibili insieme con gli uomini delle forze dell’ordine, ma anche i componenti dei reggimenti d’assalto super addestrati a svolgere operazioni di guerra: il Col Moschin e il Comsubin della marina, raggruppamento subacquei e incursori.

[infobox title=’FORZE SPECIALI ITALIANE’]Il 9º Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin” è comunemente chiamato il Nono. Il Reggimento Col Moschin appartiene allaBrigata Paracadutisti Folgore. Erede dei reparti Arditi della 1^ e 2^ Guerra Mondiale, rappresenta l’unità di maggiore consistenza organica nonché il naturale protagonista delle Operazioni Speciali che si sviluppano in ambiente terrestre Il Comando Subacquei ed Incursori (conosciuto anche con l’acronimo di COMSUBIN), il cui nome ufficiale è Raggruppamento Subacquei ed Incursori “Teseo Tesei”, è il Raggruppamento della Marina Militare incaricato anche di svolgere le operazioni di guerra non convenzionale in ambiente acquatico. La sede del raggruppamento è situata al Varignano, il promontorio che costituisce l’estremita’ ovest del porto di La Spezia e subito ad est di Porto Venere. Il Gruppo Operativo Incursori G.O.I.  Il G.O.I. assieme al 9° Reggimento “Col Moschin” dell’Esercito, al “GIS” dei Carabinieri ed al 17° Stormo Incursori dell’Aeronautica Militare costituiscono le forze speciali delle Forze Armate italiane (FFAA) dipendenti dal Ministero della Difesa. Il personale è interamente professionista e l’addestramento è molto difficile, in modo da garantire elevati standard operativi.[/infobox]

Il Viminale ha già effettuato quattro esercitazioni antiterrorismo con i “Rambo” dell’esercito e ha chiesto che vengano utilizzati in caso di necessità e di emergenza. Non soltanto davanti a una minaccia reale, ma anche nell’ambito della prevenzione e dei controlli. Per fare questo gli verrà riconosciuta la qualifica di agenti di pubblica sicurezza. E, in caso di operazioni, andranno, da Roma in su, sotto il comando del Gis dei carabinieri, da Roma in giù dal Nocs della polizia.

Ieri sono state sollecitate due nuove espulsioni. Ultime di una lunga serie di misure prese dal ministro dell’Interno Angelino Alfano su segnalazione delle forze di polizia e di intelligence. Si tratta di stranieri che hanno avuto contatti con «foreign fighters» o comunque con ambienti legati al fondamentalismo. Ma anche persone che hanno inneggiato all’Isis, sia frequentando siti internet specializzati, sia muovendosi in quei luoghi di aggregazione che possono trasformarsi in aree di reclutamento. E dunque moschee, centri culturali, palestre, carceri. Dall’Italia sono stati allontanati più di cento islamici, tra loro anche numerosi predicatori. Altri saranno costretti a lasciare il territorio nelle prossime settimane, al termine di un’istruttoria svolta per verificare anche i possibili collegamenti con altri Stati europei in uno scambio informativo che i vertici dei nostri apparati continuano a sollecitare nell’ambito di un’azione di prevenzione che deve tenere conto anche di dettagli apparentemente senza significato. In particolare esplorando legami e contatti del passato che potrebbero essere stati saldati di nuovo, anche durante la detenzione per reati diversi da quelli legati al terrorismo

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