L’Italia si schiererà con Francia e Germania sul superamento dell’unanimità?

Francia e Germania aprono al superamento dell’unanimità e alla riforma dei Trattati. Quale posizione prenderà su questo il Governo Meloni?

Il vertice tra il presente francese Macron il cancelliere tedesco Scholz in occasione dei 60 anni del Trattato dell’Eliseo, che ha sancito l’amicizia e la collaborazione franco-tedesca, ha mostrato tanto l’importanza e la resilienza dell’asse franco-tedesco, quanto le divisioni su molti dossier. E di conseguenza pone una serie di questioni fondamentali anche rispetto alla posizione che assumerà l’Italia.

La Dichiarazione finale richiama la necessità di risposte europee su molti piani, individuando sette sfide. Partono dalla difesa e dal divenire un attore geopolitico, proseguono con l’energia, la competitività e l’innovazione, la tutela del mercato unico, il commercio, il modello sociale e la transizione ecologica, la capacità d’investimento da rafforzare con l’unione del mercato dei capitali e l’unione bancaria e un bilancio europeo fondato su risorse proprie da investire nei beni pubblici europei. Sottolineano l’importanza della tutela della libertà e dello stato di diritto, inclusa la libertà di movimento, che implica anche un controllo comune delle frontiere esterne. Auspicano progressi nel processo di allargamento. Non forniscono soluzioni specifiche, su cui spesso hanno opinioni diverse, ma implicitamente riconoscono l’impossibilità di efficaci risposte soltanto nazionali, cui pure Berlino e Parigini si sono spesso mostrate inclini.

Dopo che il motore franco-tedesco ha perso notevolmente vigore negli ultimi mesi, Francia e Germania hanno cercato di mostrare unità dopo le consultazioni governative congiunte di domenica. E per fare tutto questo aprono alla riforma dei Trattati e si dicono favorevoli al passaggio al voto a maggioranza qualificata su politica estera e questioni fiscali. La borsa e la spada sono effettivamente i pilastri fondamentali della sovranità. E superare l’unanimità è un passaggio indispensabile per creare quell’Europa sovrana di cui tante volte ha parlato Macron, e soprattutto per permettere all’Unione di agire sul piano internazionale e sul piano economico.

Si tratta di priorità assolute che l’invasione russa dell’Ucraina ha messo in evidenza, visto che i 27 continuano a non riuscire a prendere decisioni in maniera tempestiva. Anche il pacchetto di aiuti economici è da tempo bloccato dal veto ungherese – il tutto mentre Orbàn epura i generali più integrati nella Nato.

Nella conferenza stampa di fine anno Giorgia Meloni si è detta contraria all’Europa federale, ma favorevole a una difesa europea. Non si capisce come si possa avere una difesa europea senza una politica estera europea. Ed entrambe implicano l’esistenza di un governo democratico europeo. In ogni caso la posizione di Francia e Germania obbligherà anche l’Italia a prendere posizione. Il governo è favorevole o meno al superamento dell’unanimità e alla riforma dei Trattati?

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